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    June 29

    Ci sono certi giorni che...

    Non mi riferisco alla visita del marchese, a quell’evento che sconvolge la vita di donne e relativi uomini una volta al mese per diversi giorni. Mi riferisco al fatto che ci sono certi giorni in cui ti rendi conto che di alcune persone non puoi fare a meno. O meglio, potresti. Puoi. Perché lo fai. Che non è il titolo della canzone di Masini. Ma lo fai perché non si può stare “fuori” tutti i giorni, fuori dall’intorno che ti entra dentro, quando dentro si staglia e ti ci mette un piombo. A fondo. Affondo. Che affonda.

    Mi chiedevo, mi chiedo: ma come si può sperare ancora in qualcosa quando ti ritrovi 5 coglioni naziskin che ammazzano di botte una persona, quando un padre rinchiude la figlia in cantina per anni e ci fa anche sette figli, quando dopo un anno dei delinquenti vengono rilasciati per scadenza dei termini, quando un violentatore torna in libertà perché c’è un vizio e manca una firma.

    C’è la teoria di Matrix, non quello di Mentana, Matrix il film dei fratelli Wachowsky: è nato tutto da una sera con un amico, appunto, uno di quelli che non c’è mai perché non ci sei mai. Ma che c’è sempre. La teoria dice che il deja vù è tutto, è l’imperfezione, è lo sfogo reale. Il dejà vu nel film era l’errore nel programma, era l’anomalia che serviva a far funzionare il sistema. La valvola di sfogo. Tempo fa, con tale Kosta, si diceva che magari è quando ti guardi allo specchio, dentro l’acensore, e fai la linguaccia, o le smorfie, o fai le vocine, o intoni una canzone. Da solo dentro un ascensore. Tanto per fare un esempio. Un’azione insensata in questo caso neanche dettata dall’esibizionismo visto che è proprio il fatto che nessuno possa vederti che ti lascia fare l’assurdo. Un assurdo a sfogo, in quel momento, necessario. Che ti senti idiota. Ma lo sai tu e te stesso. Ecco l’anomalia, nella vita reale, che salva la vita.

    La piccola uscita dagli schemi.

    E il diritto, quale? Di giudicare il buono e il cattivo. Il brutto no, quello già si giudica da solo. C’è gente che vive in una media, tutta la vita in una media, senza fare del male a nessuno per carità, con obiettivo famiglia lavoro e figli e magari anche chiesa. Obiettivo imposto? Obiettivo voluto? Se vogliono farla tutti, questa vita, non ci sarà forse mai modo di saperlo. Ma almeno non si ammazza nessuno. Al massimo si evadono un po’ le tasse. C’è gente però che dalla media esce, e quando esce fa grossi danni. Che allora in quel momento pensi che si tratta di persone inutili, che per cosa campano a fare? Solo per fare del male, portare dolore.

    Forse gli americani sono degli illuminati. Li ammazzano direttamente loro, anche nel beneficio del dubbio, che almeno è certo, colpevole o meno, che quella persona non farà mai del male a nessuno. Magari ora era innocente, ma un giorno, poi? Se fosse uscito di testa e avesse fatto una strage? Ma questo è un altro discorso. Che non vanno così, le cose.

    Ci sono certi giorni che allora è necessario, con tutta ’sta roba che gira attorno, che si campa meglio a pensar poco, che non è neanche male, che magari nel tempo libero, o sacrificandone anche, si fa anche del volontariato, che si parla bene, ma se lo facessero tutti forse cambierebbe qualcosa. Ecco perché l’uomo nella media sta bene. O quanto meno vegeta pensandosi attivo e utile al meno bisognoso, che magari lui stesso ne ha bisogno.

    Però, se poi uno ci pensa, alla natura dell’uomo, che chiunque potenzialmente potrebbe prendere stuprare, uccidere, sfruttare e via dicendo… se uno ci pensa che forse è proprio tutto questo buonismo che non esiste, che nessuno invero fa niente per niente, uno potrebbe anche arrivare a ipotizzare che la soluzione migliore possa essere una bella bomba. Sì, una bella immensa bomba. Che rada al suolo tutto. Che consenta solo al più forte di sopravvivere. E di ripartire da zero. Un bel colpo di spugna e si riparte. Poi però penso che molto probabilmente sarebbe proprio la testolina di michia che ne uscirebbe viva, proprio perché più figlio di puttana della media, anche se con una capacità di ragionamento paragonabile a quella di una ameba nata dalle feci di un topo. E penso che neanche questa sarebbe allora la soluzione.

    Così torno a dire che ci sono certi giorni che di certe persone, di certe determinate persone, hai proprio bisogno. Ti salvano il culo. Basta una bottiglia di vino. Una serata insieme. Una discussione sul cercare di capire ma in due che è meglio che almeno per una volta il peso del troppo pensare, che sia anche a vuoto, viene suddiviso in due. Ci sono certi giorni che compi imprese che nessuno mai conoscerà, certi giorni che ti danno qualcosa che mentre il resto dei giorni sopravvivi, quel giorno vivi. E vivi proprio per far passare il resto dei giorni in cui sopravvivi (anche senza porla troppo tragicamente, ma facendo di certo non quello che davvero vuoi). Far passare il resto dei giorni in cui sopravvivi con la forza di sapere che verrà quel giorno, ancora, in cui vivrai.

    Ancora.

    June 27

    Le 10 ragioni per cui non posso credere in Dio

    Premetto che tutto questo lo penso da tempo ma i fatti recenti mi hanno fatto talmente incazzare che ho deciso di scrivere tutto quello che mi passa per la testa da 10 anni a questa parte..

    1) Voltaire riporta una frase che Lattanzio attribuiva a Epicuro: “Se Dio vuole sopprimere il male e non può farlo, è impotente; se può e non vuole, è malvagio, se non vuole né può, è insieme malvagio e impotente; se vuole e può, come spiegare la presenza del male nel mondo?” Ragionamento apparentemente semplicistico, ma assolutamente inattaccabile.

    2) Non è possibile credere in un Dio inventato dagli uomini. Gesù sono convinto che sia un personaggio realmente esistito, ma questo non dà verità e sostanza a una sua eventuale natura soprannaturale. Checché ne dicano gli integralisti cattolici non esiste una verità documentabile riguardo a ciò che affermano i testimoni del tempo.

    3) La vita è una sola. Non posso vivere nell’incertezza di un aldilà che nessuno mi assicura in maniera incontrovertibile.

    4) Credere in una qualsiasi cosa è una questione di coerenza: se si crede nella parola di Dio non si può prendere solo ciò che vogliamo e di conseguenza bisognerebbe seguire anche la parte favolistica della storia, ovvero da Adamo ed Eva in poi, con tanto di diluvio e chi più ne ha più ne metta.

    5) Tra le prove della veridicità della natura divina di Dio ci sono la sacra sindone e il sangue di san Gennaro, due falsi, uno risalente a 1300 anni dopo la supposta data ufficiale della Chiesa, l’altro, fatto di una sostanza che, guarda lo strano caso, tutt’altro che soprannaturale, si trova in aree vulcaniche, specie sul Vesuvio.

    6) Mi è sempre sembrato strano il conflitto d’interessi all’interno dell’azienda del Principale. Io mi ammalo di tumore e mia moglie chiede la grazia a Padre Pio (che è una sorta di moda autunno-inverno per il popolino, non si chiede più niente alla Madonna o a Gesù Cristo, pare conti solo lui al giorno d’oggi). Se San Pio accontenta le preghiere di mia moglie va contro il Principale? No perché se Dio è onnipotente non credo che la cosa possa non farlo incazzare un po’… ma torniamo sul discorso dell’”onnipotente” e da quel fosso non se ne riesce più.

    7) Negare che il vecchio Testamento sia un’accozzaglia di fatti che si contraddicono ogni 7 pagine o giù di lì è palesemente una forzatura… che si faccia una religione sul nuovo testamento, a quel punto ci farei un pensierino.

    8 ) Non potrei credere in Dio neanche se esistesse davvero perché l’uomo lo ha reso una figura asservita la maggior parte delle volte ai suoi interessi e nulla più. Né Cristo, né Dio, secondo quanto riportato, avrebbero sostenuto gran parte delle tesi che gli vengono attribuite da vetero conservatori che vedono nel progresso una minaccia all’ordine costituito.

    9) Non posso credere in Dio perché se fosse tale non avrebbe bisogno di intermediari umani, ce l’avremmo tutti nel cuore e sapremmo riconoscerlo senza la predica domenicale del prete. E poi quel proliferare di maghi che dicono di parlare con lui e a suo nome, come minimo avrebbe dovuto fulminarli tutti.

    10) Se Dio esistesse, più che prendersela con i cosidetti peccatori, sarebbe incazzato nero con quelli che a nome suo hanno bruciato presunte streghe, incarcerato Galileo Galilei e ucciso gente innocente in nome della cristianità.

    Sarebbe facile ora affermare che questi 10 punti non hanno una base solida, ma la tesi contraria invece, su cosa si basa? Prima di credere in qualcosa, imparate a credere in voi stessi… quando l’ho fatto io, la vita è diventata molto più semplice!

    Poi vi prego.. fatemi il piacere di smetterla di dire che dietro tutto ciò c'è un senso solo che noi non lo comprendiamo.. se davvero c'è un senso che il nostro buon dio ci nasconde, bè.. allora il nostro buon dio, oltre che tutt'altro che buono, è proprio un bastardo del cazzo.

    June 21

    Ciao Rob

    Sto realizzando adesso cosa significa non rivedere più qualcuno... dopo una giornata in cui vedi come reagiscono gli altri e pensi "ma che cazzo c'ho io che me sento freddo come una pietra", ma in realtà è tutto quello che ti porti dentro che te consuma lentamente. Alcune persone semplicemente reagiscono così.
    Lo realizzi quando leggi quelle mail in cui prometti che avresti risolto quel cazzo di problema coi driver.. o quando maneggi le foto, te che le foto le odi perché ti fanno ricordare e di solito non vuoi ricordare.. e adesso ricordare è l'unica cosa che si può fare.. quando capisci che quello che fai e apparentemente non ti rende contento come vorresti, magari ha significato molto per qualcun'altro..
    Quello che è stato Roberto per "noi" ormai lo sappiamo bene ed è stato anche detto meglio di quanto possa mai fare io. 
    Quello che ha fatto per me sembra poco ma in realtà sono tutte cose collegate.. ho ripreso a suonare, ho appreso quanto può essere bello trasmettere quello che è la musica agli altri, ho rinsaldato alcune amicizie che ora sono quelle fondamentali...
    Poi ci sono quelle cose sospese che ti fanno capire che genio che era.. tipo quando una mattina stavo dormendo e m'è venuto a svegliare perché dovevo spiegarli la fisica delle immersioni.. poi dopo qualche giorno m'ha detto che non c'aveva capito un cazzo e neanche io secondo lui c'avevo capito un cazzo. Aveva ragione. Non c'ho capito un cazzo e credo che non ce capirò mai un cazzo. C'aveva visto lungo pure lì.
    Ultimamente non è stato molto presente, ma quando si presentava io mi stimolavo a bestia e me avvicinavo sempre e credo si sia sempre notato. L'ultima volta m'aveva detto che stava leggendo Odifreddi.. che figata.. sono queste e altre cose che m'hanno affascinato fin da piccolo di lui, che non aveva pregiudizi e vedeva le cose in modo molto illuminato diciamo.
    Non so.. ci sono persone che pur essendoti vicine non sono poi così parte della tua vita, mentre altre che sembrerebbe che non c'entrano un cazzo invece ti rimangono dentro inevitabilmente. Non è facile spiegare.
    Non riesco a scrivere in modo lucido quando troppe cose mi girano per la testa.
    Domani dovrò svegliarmi per riprendere la solita stessa vita. E mi vengono in mente tutti quei discorsi, tutte le situazioni. Per non stare male devo reprimere tutto.
    Non sono cattivo. Posso sembrare insensibile ma se non faccio così non riesco a non pensarci.
    Tutto questo è frutto del caso e anche lui lo sapeva benissimo. Me ne aveva parlato anche in precedenza. Stavamo dicendo che non eravamo tipi che affrontano ste cose.
    Come cazzo se fa?
    Per quanto tempo dovrò reprimere tutte ste cose?
    June 20

    Villa Certosa Park Tour

    VILLA CERTOSA, Agosto 2010, sempre con mio nipote, ormai 6 anni. Circondati da caldo afoso, sdraio, ombrelloni, turisti, piscine, topa.
    «Ehi zio, indovinello: mi ficco questo enorme calippo in bocca eee...ohfh...hhi shoho?»
    «Un idiota?»
    «Sbhaghliaho! Shoho Hoehm Hethizhia!»
    «Ha Ha. Divertente.»
    «...sphuah...Andiamo zio, non mi dirai mica che sei nervoso!»
    «Non sono nervoso!»
    «E allora perché stai masticando i preservativi omaggio?!»
    «...hhrrmm...ok, sono a disagio!!»
    «Disagio?!...uhm... ma che ti scappa un pò di senso civico?»

    «Beh non lo so...solo l'anno scorso questo posto era qualcosa di scandaloso...e ora perchè siamo qui?»
    «Perché adesso Villa Certosa è un villaggio divertimenti dove la gente viene a fare la vita del Premier per un giorno all'anno a spese de...gli altri contribuenti!  hihihih!»
    «E questo mi mette a disagio!»
    «...e se ti andassi ad invagonare con una di quelle veline laggiù?»
    «Volentieri, se non fosse che non ho "soli 2000€ aggiuntivi" da spendere!»
    «Allora la palestra Premium, fai i manubri, 40 megaschermi di solo sport, e se hai sete le cameriere ti fanno assaggiare le migliori birre del mondo versandosele sui capezzoli!»
    «Senti, è da quando siamo arrivati che ho un'erezione di marmo, ho vinto il torneo di "chi-ce-l'ha-più-gonfio" già 3 volte, ho speso gli ultimi 150€ per prenotare una sega da Barbara Matera ma sta servendo il numero 68 e io ho il 493, se vedo ancora un perizoma mi viene un infarto!!»
    «Calma! Ok! Ho capito!...sorsetto di vodka?»
    «Grazie. ...tua madre dov'è?»
    «E' la solita patetica, è andata ad ammirare la "Cucina Del Presidente".»
    «Adesso capisco perchè tuo padre è rimasto a casa...»
    «In realtà è rimasto a casa perché ha organizzato un pullman la prossima settimana con la delegazione del sindacato.»
    «E tua madre lo lascia fare?»

    «Beh, in questo posto assumono guardie del corpo "solo con attitudine allo striptease".»
    «Puah!»
    «Zio, potevi pensarci negli anni '90, ora la situazione è questa, che pensi di fare?!»
    «Maledetto marmocchio, dico sempre che non voglio più vederti e mi ti ritrovo sempre tra i piedi!»
    «Eh lo so, ma d'altronde dove la trovi un'altra persona che sappia distinguere un'opinione da una scoreggia?»
    «Già...»
    «Cerca di rilassarti zio, qui c'è tanta di quella roba che con un giorno solo non si vede quasi niente...dovremo tornarci tutti gli anni!»
    «...senti figliolo, ne ho abbastanza di questa giornata, ma non posso andarmene con questo coso sotto al costume. Vai a cercare tua madre e chiedile se ha 30€, glieli ridò appena direttore della mia banca torna dal Messico.»
    «Cosa c'è che puoi fare a 30€?»
    «Beh...o compro delle pasticche al bazar per intossicarmi, oppure posso incularmi Mario Giordano.»
    «E la scelta dov'è?»
    «Che da Mario Giordano stanno al 93, e io ho il 742.»

    June 14

    Teledipendenza

    Al cinema:
    Star Trek - Il futuro ha inizio: nuovi guai a bordo dell'astronave Enterprise. Il capitano non si ricorda più la password del file .doc in cui aggiorna il diario di bordo. Sarà costretto a viaggiare nell'internet assieme al suo equipaggio per incontrare qualche utente di yahoo answer che possa consigliargli un tool per sbloccare il file. Vietato ai minori di 14 anni a causa della sequenza in cui Spock finisce nel tranello orchestrato dai mutanti di lemonparty.org.

    Angeli e Demoni: esaltato contro l'esenzione dall'ici cui godono i beni della Chiesa, un terrorista rapisce dei cardinali mentre il conclave è in riunione per eleggere il nuovo Papa, e minaccia di distruggere la Città del Vaticano con una bomba all'antimateria. Colpo di scena finale: il terrorista è Piergiorgio Odifreddi. (In realtà è il camerlengo).

    17 again: nei primi 10 minuti il trentenne Matthew Perry si lamenta della sua vita e spera di poter tornare giovane; poi incontra il dottore di Berlusconi che gli toglie 20 anni e così diventa Zac Efron, ossia se stesso diciassettenne, e può ritornare al liceo. Nella restante ora e mezza di film preparerà bigliettini per il compito di fisica, si schiaccerà i brufoli, e posterà su youtube filmati in cui fa annusare a tradimento i propri calzini sporchi alle cheerleader.

    Feisbum: un gruppo di ragazzi che non sanno formattare un testo in corsivo con Microsoft Word 2003 sfogano le proprie frustrazioni su internet e si chiedono come mai sono ancora vergini. I loro dati saranno rubati da una subdola organizzazione che li iscriverà alle liste dei supporter di Sinistra e Libertà.

    In tv:
    Imperdibili, i TRL awards, sabato 16 su Mtv. In diretta da piazza Unità D'Italia, a Trieste. Memorabile il momento in cui i Sonohra sono stati sbalzati in mare da una folata di bora. Sul palco sono saliti anche i dARI assieme a Max Pezzali, che aveva la faccia di uno che deve un favore ad Andreotti. Poi Max è stato premiato da Carlo Pastore come miglior ospite di TRL, o qualcosa del genere. Che è come vincere una gara di Formula1 ed essere premiati da O. J.Simpson.
    Ma quanto è trieste essere un artista i cui unici fan che hai sono quelli che votano -1 ai commenti negativi ai tuoi video musicali su youtube? Molto divertente invece il momento delle premiazioni; c'erano sempre 4-5 persone in nomination, e alla fine vinceva inaspettatamente quello pronto dietro le quinte: "Come miglior cantante, i candidati sono: John Lennon, Frank Sinatra, Louis Armstrong, Marco Carta. E il vincitore è..."
    Su Italia1 è ripreso Detective Conan. In questa nuova stagione, Conan dovrà risolvere il mistero che circonda la sua amica Ran, che si risveglia inquietantemente sporca di sangue ogni 28 giorni.
    Luigi Galluzzo, giornalista di Studio Aperto, cita il processo Mills "in cui Berlusconi fu assolto". Il video fa il giro di internet, la protesta monta. Galluzzo infine viene licenziato. E riassunto come direttore del Tg1.
    Ad Annozero, su Raidue, ospite Marco Pannella. Il leader dei Radicali biascicava parolacce e discorsi sconclusionati, molto provato dallo sciopero della fame e della sete. Insomma, l'alimentazione e l'idratazione sono sospese, la morte cerebrale mi pare sia sopraggiunta: è il momento di seppellirlo. Un'altra vittoria per il progresso dell'umanità; Capezzone è saltato giù dal carro troppo presto.
    June 13

    Economia dei rapporti sociali

    Per rapporti sociali intenderemo quelli appartenenti alle fasce sentimentali più vaste e facilmente percepibili, ossia l’amore e l’amicizia. Chiamato successivamente solo rapporto.

    Teoria del 50%
    Partiremo da un assunto di base che chiameremo “Teoria del 50%”. Un rapporto in cui vi sia un sostanziale squilibrio tra offerta (ciò che io do all’altro, in termini di gesti veri e propri o tangibili solo a livello sentimentale) e domanda (ciò che ricevo) - e viceversa - è destinato all’inefficienza e quindi al fallimento sul mercato della vita. Quella che in questo caso sarebbe la nostra “efficienza allocativa” o “ottimo paretiano” è la condizione in cui i due soggetti raggiungano un equilibrio il più vicino possibile al 50% tra domanda ed offerta, ossia l’equità. Il rapporto sarà duraturo, basato su reciproco rispetto e la profonda convinzione di entrambi i soggetti che ognuno potrà sempre contare sull’altro.
    In definitiva una sorta di do-ut-des incondizionato.

    Concorrenza, Monopolio ed Oligopolio
    La concorrenza nei rapporti sociali è solitamente una condizione svantaggiosa. Lo è di certo in amore, causa di dissapori, incomprensioni, litigi e gelosia. Lo è in maniera meno accentuata in amicizia. In amore la condizione ottimale è quella di Monopolio, nel rapporto non esistono sostituti. Può anche essere poco duraturo nel tempo, ma la condizione di fedeltà e rispetto ad un unico soggetto è la più efficiente. In amore l’oligopolio è la condizione più inefficiente.

    In amicizia invece l’oligopolio è considerabile la condizione ottimale. Gli stretti rapporti d’amicizia in monopolio sono destinati all’usura e le barriere all’entrata dovute al forte radicamento con cui di solito vengono stabilite le amicizie rendono difficoltosa la sostituzione di un rapporto d’amicizia in monopolio. Il regime di oligopolio consente di allocare la propria offerta a più soggetti e ricevere domanda a pari condizioni. Se un amico decide di uscire dal proprio mercato, ce ne sarà un altro disposto a soddisfare la domanda. In regime di oligopolio in amicizia, solitamente, chi tende a richiedere solo domanda senza non porre sul mercato la propria offerta viene escluso perchè considerato inefficiente ed un “peso morto” che grava sul bilancio. Sul mercato dell’amicizia ognuno deve fare la sua parte.

    Sul mercato dell’amicizia possono rientrare i soggetti a condizione 0%/0%, ossia quelle che comunemente vengono chiamate conoscenze. Solitamente le conoscenze sono elementi marginali che non richiedono nè spese nè costi, anch’essa considerabile quindi come condizione di ottimo. I rapporti occasionali con le conoscenze consentono di godere appieno dei momenti, senza aspettative da ambo le parti.

    La gelosia in amore è una barriera all’entrata.
    Invidia, astio, rancore ed arroganza sono pressochè considerabili delle esternalità negative e portano all’uscita del mercato uno dei soggetti.

    Disoccupazione
    Nella nostra esposizione la Disoccupazione è intesa come una condizione di assenza di rapporti, che con un termine più comune chiameremo Solitudine.
    In amore - in generale- la Disoccupazione è una condizione frequente, mentre in amicizia è una condizione più difficile da raggiungere, ma realmente esistente soprattutto in età adolescenziale e durante l’anzianità.
    In amore si può entrare ed uscire dalla condizione di Disoccupazione molto spesso, soprattutto se si instaurano rapporti inefficienti secondo la Teoria del 50%. In amicizia - partendo dall’assunto oligopolistico - la disoccupazione è più che altro “stagionale”. Rapporti di amicizia possono durare nel tempo, ma nel momento in cui falliscono si aprono settori di mercato da ricoprire. Restano comunque gli altri attori del mercato oligopolistico a supportarci.

    In amore è molto frequente la condizione di disoccupazione frizionale, ossia quel lasso di tempo di solitudine tra un rapporto che si conclude ed uno nuovo. Durante il periodo di disoccupazione frizionale però la concorrenza diventa l’opportunità principale: in una cerchia di possibilità più o meno ampie chi ha le caratteristiche più affini alle nostre vince. Lo status di disoccupato frizionale è, nel breve termine, soddisfacente: consente di avere legami fugaci con costi minori e benefici maggiori. Anche in amicizia la disoccupazione frizionale può avere la sua importanza: se uno o più amici decidono di escluderci, lasciandoci soli, la concorrenza dovrà o potrà sopperire a quella mancanza.

    Nei casi di fallimento del sistema concorrenziale la disoccupazione frizionale diventa strutturale, sia in amore che in amicizia, e fondamentalmente si rimane soli.

    Inflazione
    L’inflazione nei rapporti sociali avviene quando il proprio valore sociale si abbassa notevolmente, mentre il livello generale subisce conseguenzialmente un aumento sostenuto. L’inflazione in questo caso, a differenza del termine economico stretto, ha valore solitamente soggettivo: un’inflazione percepita, quindi. Siamo noi stessi che consideriamo il nostro valore inferiore rispetto a quello generale. Così come può succedere, in casi border-line, che la collettività consideri un singolo soggetto “di poco valore” mentre qualcun’altro - anche fosse una sola persona - può pensare l’esatto contrario. Per questo è soggettiva e quindi percepita.

    I rapporti sociali, come l’economia, sono soggetti a clamorosi fallimenti così come a notevoli benefici. E’ sempre bene valutare con accuratezza gli investimenti e se effettivamente riescano a soddisfare le nostre aspettative, tutte le spese connesse al protrarsi di un rapporto non soddisfacente e deleterio, valutare se l’interruzione di un rapporto possa considerarsi vantaggioso o meno.

    In caso di difficoltà da tenere presente che le esternalizzazioni in questo caso non servono a nulla, ma gli investimenti all’estero possono essere molto soddisfacenti.

    June 10

    DioPatriaFamiglia

    Oh bella, curioso il nostro bel paese mia signora.

    Uno stato in cui non si protesta mai, in maniera seria, per un bel niente.
    Nè per i diritti, nè per le ingiustizie, nè per la legalità, nè per la sicurezza sul lavoro.

    Non si dice, non si fa.
    E quando si fa lo sciopero, perchè se ne fanno a bizzeffe nel nostro bel paese, lo si anticipa di un mese.
    Dando il tempo all’azienda di organizzarsi, ma soprattutto per organizzarsi le proprie ferie.

    “Cara domani c’è sciopero, andiamo al mare?”

    Ma c’è aria di cambiamento, mia signora.

    Avete letto? Ora preti e cardinali sono diventati i simboli dell’agitazione sociale.
    Vanno in piazza sventolando il crocifisso e brandendo la bandiera vaticana.
    Urlano, scalpitano, battono i piedi.

    Scendono in piazza per difendere la mia famiglia signora, che gentili.

    I politici mia signora? Certo, è proprio come pensa lei.
    Fanno quello che hanno sempre fatto in Italia.
    Si accodano al gregge, senza fare un fiato.

    No mia signora, non si vergognano neanche un po’.
    Neanche quei politici divorziati che sentenziano sulla mia convivenza al di fuori del matrimonio.

    Il matrimonio è sacro e la famiglia va difesa signora.
    Vorrebbero difendere la famiglia senza un minimo aiuto verso le coppie sposate o neo-sposate, ma impedendo ad altri di convivere liberamente. Geniale no?

    Come se garantendoci diritti fiscali, previdenziali, sanitari e di successione si possa in qualche modo impedire il divorzio di una coppia unita nel sacro vincolo del matrimonio.

    Se le famiglie si sfasciano, se i figli diventano bulli ed ammazzano gente, se le madri ammazzano i propri figli, se ci sono i preti pedofili…ma perchè venite a prendervela con noi?!

    E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, Gesù è morto single.

    June 06

    Un miracolo

    Ho sentito dire che l'erba potrebbe ridurre il numero di spermatozoi. Bene! C'è già abbastanza gente al mondo, cazzo! Qualcuno dovrebbe dirlo a proposito. Sono stanco di questo "ehi, siamo o no ganzi? gli esseri umani sono così meravigliosi!" Siete troppi. Smettetela di accoppiarvi, almeno per un cazzo di giorno. Risolviamo questa questione della malnutrizione. Poi tornate ai vostri accoppiamenti.
    Ma vi dico una cosa: da dove viene questa idea che il parto sia un miracolo? Mi sono perso quella fottuta riunione, ok?
    "E' un miracolo, il parto è un miracolo!"
    No non lo è. Non lo è più di mangiare del cibo ed espellere uno stronzo dal culo, va bene? E' una reazione chimica, tutto qui cazzo.
    Volete sapere cos'è un miracolo? Crescere un bambino che non parla al cinema. Ok? Ecco, ecco un maledetto miracolo.
    Non è un miracolo se ogni nove mesi qualunque yin-yang al mondo può mollare una cucciolata di questi cavoli miagolanti sul nostro pianeta. E nel caso non aveste visto le statistiche delle mamme single, il miracolo si sta diffondendo come un incendio. Alleluja! Parcheggi di roulotte e case popolari di tutto il mondo si stanno riempiendo di questi piccoli miracoli. Come rane che depongono uova.
    "sai, sarebbe un vero miracolo se riuscissi a ricordare il nome di tuo padre. penso che dovrò chiamarti Camionista Junior"
    June 05

    L'amore ai tempi di Facebook

    Quando 3 anni fa Rupert Murdoch, per gli amici "lo Squalo", sborsò 580 milioni di dollari, sembrava l'affare del secolo.
    Myspace fu fondato a Berkeley da Tom Anderson nel 1998.
    Nel 2005, quando Murdoch comprò Myspace, poteva contare su un'audience di circa 27 milioni di persone.
    Appena un anno prima, nel 2004, Mark Zuckerberg, giovane studente di Harvard, aveva inventato con alcuni amici di stanza il sito Facebook, un modo per non perdere i contatti con i vari amici dell' Università e del Liceo.
    A giugno del 2008 Facebook ha registrato, secondo Comscore.com, 132 milioni di visitatori sorpassando i 117,5 milioni di Myspace.
    Se avesse saputo a quei tempi del futuro boom di Facebook , lo Squalo Murdoch avrebbe investito al massimo tra i 50 e i 60 dollari.
    Questo è il potere della Rete: Mark Zuckerberg, in soli 5 anni, ha spodestato lo Squalo, ed oggi è uno dei giovani più ricchi del mondo, secondo Forbes ha un patrimonio di circa 1 miliardo e mezzo di euro.
    Lo svedese Ingvar Kamprad da giovane vendeva fiammiferi ai vicini.
    Oggi grazie a 250 megastore di IKEA in 37 paesi, è il settimo uomo più ricco del mondo.
    Attualmente, secondo Forbes, Kamprad ha un patrimonio di 31 miliardi di dollari.
    Invece Giorgio Armani, il 24 luglio 1975, con un capitale di circa 2.500.000 £, fondò a Milano una casa di moda in Corso Venezia.
    Secondo Forbes, Giorgio Armani oggi può contare su un patrimonio di 5 miliardi di dollari.
    In Italia Facebook ha un incremento del 961% annuo.
    Facebook è la prova che Internet è in grado di cambiare il mondo.
    Non so se può migliorarlo, ma di sicuro Internet, potrebbe essere in grado di cambiarlo.
    Ingvar Kamprad ha fondato Ikea nel 1943, e dopo che ha venduto miliardi di mobili e di cucine, ha impiegato 65 anni per accumulare 31 miliardi di dollari.
    Giorgio Armani che dal 1975 disegna, taglia e cuce per mezzo mondo, in 33 anni ne ha accumulati 5 di miliardi.
    Facebook con tutti i suoi vantaggi e svantaggi, conta attualmente oltre 160 milioni di utenti in tutto il mondo, ed è valutato più di 16 miliardi di dollari.
    Facebook è in continua crescita ed esiste solo da cinque anni.
    Gli esperti la definiscono la New Economy, il potere delle idee innovatrici e del web.
    Prima ho detto che Internet potrebbe cambiare il mondo, ma non so se possa migliorarlo: ovvio che tutto dovrebbe prescindere dalle buone intenzioni dei suoi fruitori.
    Ma se per un attimo immagino che un Mark Zuckerberg qualsiasi, o un ragazzo qualunque di 25 anni con le sue capacità, una mattina potrebbe svegliarsi, e potrebbe avere la facoltà di investire un miliardo di dollari nella ricerca del vaccino contro l'Aids, o potrebbe decidere di assicurare un panino col prosciutto ed un bicchiere d'acqua al giorno ad ogni bambino africano, se per un attimo immagino tutto questo, mi viene la pelle d'oca.
    Quando penso alle potenzialità di Internet, mi verrebbe voglia di incendiare la Tv, la Rai e la Mediaset, con le loro puntate speciali su Eluana, i loro reality, i loro show-business, le loro false lacrime, la loro falsa informazione, i loro falsi giornalisti.
    Poi se penso che uso questa scatola nera con questo oblò di vetro solo per appoggiarci la stampante, e tutti un giorno potrebbero arrivare a fare come me, allora spero che un mondo diverso veramente sia possibile, un mondo con più click e meno zapping.

    June 02

    QUESTO MONDO MI FA SCHIFO

    Nelle scuole, nei bar e in tv bisognerebbe parlare solo di etica, di principi e di morale.

    Perchè non è possibile che i nostri bambini giochino con le Nintendo Wii, se in un'altra parte del mondo ci sono bambini che giocano con le clusters bomb.

    Perchè non è possibile parlare di crisi economica e di disoccupazione mentre Kakà rifiuta 500 mila dollari a settimana al Manchester City.

    Perchè non è possibile che alle 4 del pomeriggio vadano in onda le lezioni della scuola di Amici e quelle di matematica vadano in onda alle 4 di notte su Rai Nettuno Sat.

    Perchè non è possibile che se sai cantare puoi andare ad X-Factor, se sai ballare puoi andare a Ballando con le Stelle, e se non hai voglia di fare un cazzo puoi andare al Grande Fratello. Perchè non è possibile invece che sei laureato, e se ti va di culo, al massimo puoi ambire ad un call-center.

    Ho trovato una stupenda lettera di Mina.

    Mina dice che le persone più interessanti, più intelligenti, più salde, più autorevoli ridevano pochissimo.
    Mi sembra strano perchè oggi non mi sento nè intelligente, nè saldo, nè autorevole, e neanche a me viene da ridere. Anzi bisognerebbe dirlo anche ai "mitici 8", che la prossima volta che si riuniranno qui dalle nostre parti non ci sarà nulla da ridere, nè sarà il caso di mandare baci come l'ultima volta ad Hokkaido.
    E bisognerebbe dire anche ai cari amici atei ed agnostici della Uaar, che la cattiva notizia non è che Dio non esiste.

    La cattiva notizia è che il mondo fa schifo.
    E non capisco com'è che questo magnifico sole riesca sempre a ridere per tutti.

    May 31

    La solitudine dei numeri primi

    [...]
    «Ma ti piace davvero studiare?»
    Mattia annuì.
    «E perché?»
    «È l'unica cosa che so fare» disse lui, piano. Avrebbe voluto dirle che studiare gli piaceva perché puoi farlo da solo, perché tutte le cose che studi sono già morte, fredde e masticate. Avrebbe voluto dirle che le pagine dei libri di scuola hanno tutte la stessa temperatura, che ti lasciano il tempo di scegliere, che non fanno mai male e che tu non puoi far loro del male. Ma rimase in silenzio.
    «E io ti piaccio?» si buttò Alice. La voce le uscì un po' stridula e il viso le esplose di caldo.
    «Non lo so» rispose in fretta Mattia, guardando giù.
    «E perché?»
    «Non lo so» insistette. «Non ci ho pensato.»
    «Non bisogna mica pensarci.»
    «Io se non penso non riesco a capire nulla.»
    [...]

    May 28

    BAAASTAAAAAAAA!!!!!!

    L’autorevolissima Raidue ha mandato in onda questi bei servizi sull’anniversario dell’apparizione della Madonna di Fatima. Cioè, sull’apparizione come dato certo e storicamente comprovato.

    Nei prossimi giorni sono previsti anche:

    • un servizio approfondito - segue dibattito - sulla vita e le abitudini di Sailor Moon:
    • l’incontro di boxe più famoso della storia del pugilato: Cassius Clay vs. Napo Orso Capo;
    • l’edizione dello Zecchino d’Oro, con la partecipazione speciale di Hänsel e Gretel;
    • approfondimento: quando Stalin andava a ripetizione di matematica da Freddy Krueger;
    • lo speciale Ferrari: Dick Dastardly dopo Montezemolo?

    Basta, porca troia, la televisione di Stato non può celebrare una cosa che non è mai avvenuta!

    La televisione di Stato, pagata da tutti i cittadini come servizio pubblico, non può continuare ad assecondare queste superstizioni idiote! non può celebrare l’ignoranza! non può spacciare per notizie o eventi storici le fantasie di bambini deliranti, le suggestioni di pastori analfabeti, le illusioni di giovani segaioli o le frottole di vecchi ciarlatani!

    Siamo nel 2009, cazzo!

    Nel servizio si dice che una folla osannante si era radunata per vedere i tre bambini parlare con una persona invisibile.

    Bene, le persone invisibili non esistono, i bambini che parlano con loro sono bambini malati e chi alimenta queste credenze, costruendo santuari, organizzando viaggi e soggiorni e vendendo reliquie è un imbroglione!!

    Hanno veramente rotto i coglioni!!!!!

    Scusate lo sfogo.

    May 25

    E' solo un giro di giostra...

    Il mondo è come un giro di giostra in un parco giochi. Quando scegli di salirci pensi che sia reale perché le nostre menti sono potenti. La giostra va su e giù, e gira intorno, ti fa tremare e rabbrividire, ed è coloratissima e rumorosa ed è divertente per un po'. Alcuni ci sono su da tanto tempo e cominciano a chiedersi: "E' la realtà o è solo un giro di giostra?"

    Altri si sono ricordati e vengono da noi per dirci:"Ehi, non vi preoccupate, non abbiate paura, mai, perché questo è solo un giro di giostra."

    E noi... uccidiamo quelle persone.

    “Fatelo tacere! Abbiamo investito un sacco in questo giro di giostra. Fatelo tacere! Guardate le mie rughe di preoccupazione. Guardate il mio grosso conto in banca. E la mia famiglia. Questo deve essere reale.”

    E' solo un giro di giostra. Ma uccidiamo sempre quella brava gente che tenta di dircelo, l'avete mai notato? E lasciamo che i demoni si scatenino. Ma non ha importanza perché... è solo un giro di giostra. E possiamo cambiare le cose in qualsiasi momento. E' solo una scelta. Niente sforzi, niente lavoro, niente occupazione, niente risparmi o denaro. Una scelta, proprio ora, fra paura e amore. Prendiamo tutti i soldi che spendiamo inutilmente ogni anno e spendiamoli invece in cibo, vestiti e educazione per chi non ce l'ha. Basterebbero a farlo molte volte, nessun essere umano escluso, e potremo esplorare lo spazio insieme per sempre in pace.

    May 22

    Eccoci qua..

    Quando arrivi a ricomporre un periodo della tua vita in termini di post, significa che hai raggiunto veramente il punto di non ritorno.

    Ma non sono un blogger però.
    Non seguo le regole del perfetto blogger, commento poco nei blog del vicinato, aggrego quando mi ricordo, non tento di vendere anche il culo per diventare una blogstar.
    E questa difficoltà ad avere un senso di appartenenza a qualcosa, talvolta pesa.

    Non sono un militante politico.
    Sono uno studente, non sono un giornalista, trovo difficoltà a trovare una città o un paese di cui possa sentirmi parte attiva, sono dentro alcune comunità del web, ma partecipo sporadicamente.
    Non credo in nessun Dio.
    Suono ma con sempre meno convinzione.

    No. Fermi. Non pensate mi stia piangendo addosso.
    Questa è solo una sequela di eventi, dettagli, che hanno solo lo scopo di essere tali.
    La mia vita non è una merda, non è allo scatafascio, non mi sento una nullità , non affogo i miei dispiaceri nell’alcool o nelle droghe.
    Magari per sentirmi figo da sopra un palco nel recitare la mia personale tragedia melodrammatica, che tutti faranno finta di ascoltare per poi dimenticarsene quando avranno finito di fare “sì sì” con la testa e dirti, con gli occhi stracolmi di compassione, che loro sì, loro sanno, loro “hanno capito”.
    E invece no, non hanno capito un bel niente.
    Abbiamo tutti bisogno di una spalla su cui versare tutte le nostre lacrime, abbiamo tutti bisogno di qualcuno che ci dica “sì sì” con la testa.
    E diciamocelo, poco ci interessa se abbia capito veramente-veramente.
    A noi interessa la sua spalla, piangergli addosso tutto il nostro dolore e poi tornare alla vita di tutti i giorni. Con la speranza che quella spalla sia sempre lì ad aspettare e se non lo fa, è la scusa migliore per potergli dare dell’egoista.
    Mentre gli egoisti siamo noi, ma non fa piacere a nessuno ammetterlo.

    La mia vita è solo così, ed ha i suoi momenti di sconforto. Niente di più. Avevo bisogno della spalla di questo blog e della spalla dei pochi lettori interessati, che poi premeranno la “X” e se ne torneranno alla loro routine. Ma ora, con un inchino richiudo il sipario e torno dietro le quinte.

    May 19

    Attitudini

    Da ragazzini è sempre festa, neanche te ne accorgi. Tutto è sereno attorno ed anche tu devi esserlo. Pena la gogna per aver rovinato la festa a qualcuno. Ma da piccolo, se ti giran le palle, non te lo fanno pesare. Sei piccolo.
    Sta nel diventare adulti il problema: tra esseri razionali bisogna essere razionali e comprendere che gli altri vogliono essere felici. Vogliono aprire i panettoni, vogliono ridere anche quando non c’è niente da ridere, vogliono affollare vie e negozi, vogliono sentire il calore della famiglia fatto di pranzi e cene infiniti.

    Ma chi glielo dice che per te la razionalità significa fare tutto l’opposto? Non c’è niente di razionale, se non comprendere ogni volta che lo stancante rito delle festività non ammette tristezze.

    No eh. Non puoi essere triste.
    E chi lo è. Faccio finta. Mi comporto esattamente come tutti gli altri. Faccio finta.

    C’è un racconto di Carver, L’Elefante.
    Per tutto il racconto c’è un continuo sottofondo di apprensione che è come se qualcuno ti penetrasse nello sterno con una mano e stringesse. E poi parla continuamente di soldi, e i soldi sono un problema. Poi di parenti, di famiglie.
    E la paura di ascoltare di nuovo una voce che ti chiede, ti chiede, ti chiede, in maniera opprimente. E’ la stessa paura con cui convivo giornalmente. Anche io, dovrei sentirmi più buono.
    E più mi sforzo e più divento irascibile. E più divento irascibile e più mi dico che dovrei essere più buono, ancora più buono di quanto non sia già. A quanto pare non mi basta mai, esattamente cone al protagonista del racconto.

    A quanto pare ci sono persone che sono portate per i festeggiamenti, altre invece no.

    May 15

    Testamento

    Parliamoci chiaro. Non ho alcuna intenzione di lasciare questa terra nell’immediatezza. Ma prima o poi toccherà anche a me. Magari non subito, sono troppo pigro anche per quello.
    Vorrei solo mettere un paio di cose in chiaro con chi si occuperà del mio funerale:
    - innanzitutto fuori da una Chiesa. Magari in un bosco, un rito celtico, una grande fiammata in mezzo al paese. Va bene anche una discoteca, per quel giorno farò un’eccezione;
    - se proprio dovete portarmi in chiesa, fatemi il piacere di far celebrare la messa ad un prete sordomuto che faccia soltanto gesti. Non voglio che si parli di mie reincarnazioni in cielo ed in terra, di quanto sia stato buono e bravo, di come incontrerò finalmente la Luce o di come la squadra Cristiana batta a tavolino tutte le altre.
    - fuori dai coglioni la gente che viene solo per farsi vedere, le persone che non vedo da anni, le persone che mi hanno sempre odiato e le persone che ho sempre odiato io (posso anche allegare curriculum);
    - avete la libertà di piangere, ma se non lo fate è meglio, che poi mi commuovo;
    - non voglio delle vecchie e racchie che cantino qualche osanna o ave maria. Colonna sonora del mio funerale: tool, pantera, pfm e led zeppelin.
    - nessun corteo in cui c’è gente che parlotta male di quelli davanti, che parlotta male di me, che risponde al telefono con una suoneria indecente o che sbadiglia. Proprio perchè il corteo è una palla clamorosa. lasciatemi là dov’è stata fatta la cerimonia e poi tutti a divertirsi.
    - se cospargete le mie ceneri in mare non avrete neanche il problema del posto in cimitero, pensateci.
    - se invece dovete proprio farmi la lapide che ci sia scritto “nato il” e “morto il”, senza altre pietose stronzate.
    - ah, e per favore. niente fiori ed incenso. sono allergico.
    May 10

    Da domani solo birra

    Sono ancora solo.
    Sì lo so, il discorso è il solito trito di ingredienti rispalmati in tutte le salse.
    Eppure mi sento di nuovo solo.
    Sento maledettamente la mancanza di un’amicizia vera con cui parlare, anche solo per stare una serata a parlare di dischi, di culi o di politica.
    Vorrei sentirmi veramente amico di qualcuno, sapere che “hey, dammi una mano” e dire “ehy, ci sono”.
    Ed esserci.
    Ed allora mi nascondo dietro la mia finta aria da snob, per disprezzo degli altri, per puro autolesionismo, per non sentirmi succube delle mie angoscie.
    Vorrei , dovrei, preoccuparmi per primo degli altri. Eppure prima di pensare agli altri mi faccio prendere dall’egocentrismo e nella mia testa frulla il solito IO. Sì, IO!.
    Io che si elogia, Io che si sente frustrato, Io che ha paura,
    Io
    E poi gli altri…

    “ma anche io ti faccio sentire così?”…no, te lo dico già da qua.

    May 08

    Il Terzo Occhio

    Pensa da solo
    Fonte di domanda

    Attraverso la storia umana, come la nostra specie ha affrontato la paura, terrorizzante il fatto che non sappiamo chi siamo, o dove stiamo andando in quest’oceano di caos, sono state le autorità, i politici, i religiosi, le autorità d’educazione che hanno pensato a cullarci dandoci ordine, leggi, regole, informazione, proiettando nelle nostre menti la loro visione della realtà. Per pensare da solo devi essere fonte di domanda e imparare come metterti in uno stato di vulnerabilità, mente aperta; caotico, confuso, vulnerabile per informare te stesso.

    Pensa da solo
    Fonte di domanda
    (Tool - Third Eye, intro in “Salival” di Bill Hicks)

    May 04

    Meglio bruciare che spegnersi lentamente

    Sono poche le persone che mi hanno chiesto di cambiare e modificare alcuni miei difetti, le ho sempre ascoltate perchè in fondo hanno sempre avuto le loro buone ragioni per chiedermelo. Ma non la mia essenza, la mia natura. Quella non ho mai concesso a nessuno di modificarla, modellarla a proprio piacimento. Nessuno mi ha mai chiesto di diventare qualcun’altro, non l’ho mai permesso.
    Ma molti mi hanno chiesto di guardare oltre me stesso. Di guardare ai bisogni e le necessità di chi ho attorno, non solo a quello di cui ho bisogno esclusivamente io.
    Chiedersi se anche gli altri hanno delle sofferenze, delle esigenze, proprio come noi stessi. Quante volte lo facciamo?

    Credevo che questo sarebbe stato il momento più bello della mia vita ed invece ora vorrei soltanto scappare, scomparire. Volare via.
    Comportarmi come un bastardo che molla gli amici all’ultimo minuto, proprio quando loro sono al massimo dell’eccitazione ed io invece al massimo dell’angoscia. Come un coito interrotto dalla mamma che entra spalacando la porta.
    Inutile che bussiate là fuori, amici. Ormai è deciso, non se ne fa più niente. La grande occasione, la grande attesa svanite per colpa di un cantante debole di cuore che non avrebbe mai voluto atteggiarsi da rockstar.
    Sei un debole, cristo. Non hai le palle.
    Molla tutto finchè sei in tempo, ritirati ad una vita migliore.
    Anzi, ritirati dalla vita. Evita di dare giustificazioni in futuro. “Meglio bruciare che spegnersi lentamente” diceva Cobain. Drogato del cazzo.
    Ma aveva ragione.
    May 02

    Antipathy

    Tra le poche virtù che mi si possano addossare di certo non c’è quella della simpatia.
    Lo status da antipatico te lo guadagni sul campo sin da piccolo e ti segue come una condanna scritta in maniera invisibile sulla fronte. Inutili gli sforzi di farsi ben volere, di integrarsi, di provare in tutti i modi a fare il simpatico: l’antipatico che prova a fare il simpatico diventa insopportabile. Puoi andare a genio ad alcuni, che probabilmente ti rimarranno amici per la vita, ma per gli altri sarai sempre uno che sta sul cazzo. Come se essere antipatici fosse una colpa.

    Non bisogna essere necessariamente degli stronzi per essere antipatici, anzi. Esistono quelli che tengono banco in una comitiva, che ti fanno pisciare addosso dalle risate, che riescono a conquistare facilmente una donna solo con il carisma ed il fascino della simpatia. Poi però giri l’angolo e te l’hanno già messo nel culo.

    Così come esistono i tipi taciturni, che lanciano frecciate ciniche, che non troverai mai in mezzo alla folla della discoteca ad alzare le braccia per divertirsi. Che vedrai ai concerti, ma mai ballare. Che vedrai dire basta ad una bevuta, dire no alla canna, no ad un tiro di coca. Quelli che non salutano mai per primi, che non chiamano mai al telefono, che se li chiami rischi di sentir squillare a vita. Quelli che non sono permalosi, ma devi saper scherzare. Che la vita ha poco senso, ma va presa sul serio. Non egocentrici, vogliono solo stare per i cazzi propri. Con quelli il culo è al sicuro.

    Poi c’è quella storia delle etichette, quelle che ti ritrovi attaccate addosso senza neanche rendertene conto. Da lì in poi non sei più una persona, ma un’etichetta.
    Non importa se lì sotto può esserci - anche remotamente - un qualche tipo di sentimento che pulsa, una dignità lesa o un orgoglio ferito. L’etichetta è più facile da leggere.

    Ripeto.

    Le etichette sono più facili da leggere.