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    July 31

    The moment of glasswasher' s poetry: Poi dice che uno le chiama mongoloidi

    Questo è troppo bello...

    Un nuovo irresistibile tormentone impazza tra le sciacquabicchieri di facebook:


    "Le femmine tengono la capa per spartere le recchie"

    Scustumato

    La cosa bella è che questo sperpetuo lo hanno pubblicato anche femmine che se lo sono fatte mettere in culo pure da un ciuccio (già sposato), ma che ciononostante, in preda a chissà quale delirio aggregativo/protagonistico, si sentono in diritto di identificarsi (assieme alle loro colleghe) nelle mele mai colte perchè poste troppo in alto. Il verso finale di Shakespeare, oltre a non azzeccarci assolutamente niente col traballante messaggio del leggiadro componimento poetico, fa avutare direttamente lo stomaco, come solo le utenti femmine di facebook riescono a fare, e sembra messo apposta per far credere che TUTTA la poesia (e non solo l'aforisma finale) sia di Shakespeare. Ho detto.

    EDIT INVERECONDO DELL' AUTORE: Ancora una volta ho dimenticato che internet oramai sta in mano alla gente di merda ed ancora una volta ho varcato incautamente le soglie dell' abisso e dello sconfuorto. Facendo una ricerca su google, in seguito alla segnalazione di Zì Ntonio, mi sono reso conto che la diffusione disinvolta di questo link ha portato alla creazione di un equivoco grande comm' a fess' r'a mamm' e Calderoli. Su internet esistono infatti almeno 500 forum (perlopiù frequentati da femmine e ricchioni) che sostengono fermamente che 'sta strunzat' VERAMENTE l'ha scritta Shakespeare ed hanno pubblicato messaggi entusiastici come: "Ancora una volta Shakespeare ci dà una grande lezione su come vanno trattate le donne by Superkikkina88" oppure: "Questa bellissima poesia dice veramente le cose come stanno! E se lo dice Shakespeare .......................... by DeathstarlovesKarmeniello93". L'autore, quello vero, di questa fetenzia da terza elementare, è questa faccia di cazzo , che si chiama Pete Wentz ed è famoso per essere il marito di quell' altra mongoloide di Ashlee Simpson nonchè bassista di una band pop punk (!) di nome Fall Out Boy. Shakespeare, che con questa cacata non ci azzecca niente, si è trovato messo in mezzo per aver scritto un aforisma che recita: "C'è poca scelta tra le mele marce" e probabilmente ora starà componendo un altro aforisma che dice "Chi cazz' m' ha cecat' mannaggia 'a maronn'!". Il testo originale dell' inno delle sciampiste invece è rinvenibile presso uno qualunque di questi indirizzi e termina con il verso sull' uomo abbastanza coraggioso da salire in cima etc. Deliri autocelebrativi tipo: "Noi ragazze siamo eccezionali e gli uomini devono buttare il sangue per conquistarci senza che noi facciamo nulla", strampalate riletture della creazione biblica o criatureschi incitamenti allo spamming tipo: "Manda questo messaggio a tutte le ragazze eccezionali che conosci sennò non ti sposerai col vestito bianco di tua nonna morta scavata etc.", sono invece aggiunte dovute all' irrefrenabile impulso creativo delle sciacquabicchieri nostrane. Scambiare un mongoloide sposato con Ashlee Simpson con Shakespeare . . . ma voi veramente vi dovete estinguere dalla faccia della terra. Puzziata ittà 'o sang' per l'ennesima intossicata ca m'avit' fatt' fà.

    "Mannaggia 'e muort' e chi v'è mmuort!" (William Shakespeare che si accappotta nel tauto)
    July 30

    Sotto Spirito Santo, Dio beve e provvede

    IL FATTO - Stava viaggiando tranquillamente sulla Milano-Torino quando è incappato in una pattuglia di carabinieri. M.C., 41 anni, sacerdote, è risultato positivo al successivo test dell’etilometro con una percentuale di alcol di 0,8.
    “È lo spirito santo che è dentro di me!”, ha subito scherzato, ma
    accortosi che il carabiniere stava levando la sicura alla mitraglietta in dotazione si è trovato costretto ad ammettere la verità: “Ho celebrato quattro messe in un giorno”. Il prete, disperato, ha tentato il tutto per tutto provando a confondere il maresciallo con uno sgrammaticato latinorum : “In saecula saeculorum lex ecclesiae maior quam legem hominibus est”. Ma il militare non si è scomposto e con un secco “Sic transit gloria mundi” ha zittito il prete e contemporaneamente smentito sessant’anni di barzellette sui carabinieri.
    A quel punto a M.C. non è rimasto altro da fare che chiamare amici e parenti per farsi venire a prendere. Giunto in canonica non ha voluto rilasciare dichiarazioni, si è chiuso nella sua stanza con una bottiglia di Lambrusco e una grammatica latina.

    LE REAZIONI - L’increscioso episodio ha scatenato l’immediata reazione della chiesa, che ha affidato la sua risposta a L’Avvenire.
    Il quotidiano della CEI tuona: “LA FEDE NON SI MISURA IN GRADI!”.
    Persino La Gazzetta dello Sport ha affrontato l’argomento, titolando “Sangue divino, spirito real" con editoriale affidato alla penna di don Emile-Martin Dibongue, vincitore del premio “Temperanza” alla Clericus Cup 2009.
    Benedetto XVI ha  presentato una nuova enciclica dal titolo "Vinum Bonum" in cui disserta per 3174 pagine riguardo il mistero della Transustanziazione, attaccando pesantemente l’arma dei carabinieri e bollando la ditta produttrice degli etilometri come “rappresentante di una scienza pagana, relativistica e  idolatra”.
    La risposta della comunità ecclesiastica non si è comunque limitata a questo. È stata annunciata infatti, con una conferenza stampa nelle Stanze Vaticane, la campagna mediatica destinata a caratterizzare l’estate 2009: “DIO BEVE E PROVVEDE”. Come primo passo la realizzazione di una serie di t-shirt di stampo spudoratamente giovanilistico (nella foto) i cui proventi saranno utilizzati per pagare le spese legali che il sacerdote M.C. dovrà sostenere.  La realizzazione del battage pubblicitario è stata affidata, con un coupe de theatre, all'oltraggioso iconoclasta Oliviero Toscani.
    July 23

    Lo chiamavano Trinita`

    «L’essere umano porta nel proprio genoma la traccia profonda della Trinità [...] Nella nostra terra, nei pianeti, nelle stelle, nelle galassie, nel micro-universo, nelle cellule, negli atomi, nelle particelle elementari: in tutto ciò che esiste, è impresso il nome della Santissima Trinità».
    BENEDETTO XVI, 7 giugno 2009

    È bello venire a sapere tutto ciò, il giorno 7 giugno dell’anno 2009, perché altrimenti saremmo rimasti nell’errata opinione che la Trinità – termine e concetto filosofico che non si ritrova in nessuna parte della Bibbia – fosse una caotica e incoerente invenzione umana perfezionata a suon di concilî rissosi e scomuniche violente, a partire dall’anno 325 dell’era volgare. Ma, grazie al Santo Padre, veniamo invece a scoprire proprio oggi, all’inizio del terzo millennio, che la Trinità, oltre al merito di avere ispirato un personaggio molto fortunato della carriera attoriale di Terence Hill, è addirittura inscritta nel genoma umano. Ora – è vero – gli studî sul genoma sono ancora agli esordî, e dunque non siamo in grado di escludere scientificamente che tra gli oltre 30.000 geni di cui si compone il patrimonio cromosomico vi sia anche quello della divina Trinità. Ma questo è solo un limite della scienza; bisogna dunque al momento fidarci di ciò che ci dice il Vicario di Cristo, al quale il Signore degli Eserciti avrà di sicuro insufflato, per vie misteriose, questa importantissima e indubitabile verità scientifica.
    Sbagliano dunque tutti coloro che credono che la Trinità sia stato un faticoso compromesso dialettico-filosofico ottenuto attraverso le risse delle varie sètte cristiane primitive. Da oggi, grazie alla chiarificazione del Papa, non c’è più bisogno di sapere che al Concilio di Nicea del 325 i buoni pastori si sputarono addosso per decidere se Gesù fosse creato o increato e, nel caso, se fosse consustanziale al Padre; non dovremo più nemmeno restar sorpresi se al tempo di quello stesso concilio lo Spirito Santo non avesse ancora nessuna qualità, né sapesse di «procedere dal Padre e dal Figlio»; non faremo più fatica a comprendere la decisione del Concilio di Rimini del 359, nel quale i reverendi padri tolsero a Gesù la sua consustanzialità; non dovremo più affannarci per far quadrare le tesi del Concilio di Efeso del 431, che condannò tanto severamente i nestoriani perché sostenevano che Gesù era Dio ma sua madre non era la madre di Dio; non ci sarà poi più d’imbarazzo leggere i resoconti del secondo concilio di Efeso del 449, dove a Gesù fu assegnata un’unica natura, secondo la dottrina dei monofisiti di Eutiche; né saremo più confusi nel sapere che al concilio di Calcedonia del 451, i monofisiti furono presi a legnate e Gesù poté così riavere due nature; infine, non dovremo più temere la logica quando rileggeremo la storia del II concilio di Costantinopoli, dove si decise che Gesù, se aveva due nature, doveva avere anche due volontà. E così avanti di concilio in concilio, fino a definire il contraddittorio, raffazzonato e traballane concetto di Trinità.
    Dobbiamo allora ringraziare di cuore il Santo Padre per aver sgombrato la nostra mente da queste storie confuse e incoerenti ed averci rivelato una verità finora ignota: che il Signore, il Dio dell’Universo, ha voluto inscrivere nell’atomo, nel genoma e nel firmamento il resoconto stenografico di due secoli di faide, risse e svarioni logici dei padri conciliari protocristiani. In un periodo in cui Baget Bozzo passa per un intellettuale, anche Giuseppe Ratzinger può sembrare Tommaso d’Aquino. Grazie, o Santo Padre.

    July 17

    Flusso di incoscienza

     Tornai a casa e la Morte era là ad attendermi.
    “Come mai ci hai messo tanto?”
    “Traffico umano. Sui marciapiedi si andava talmente lento che persino le vecchiette si spazientivano.”
    “Perché davanti c'erano altre vecchiette?”
    “No, un disabile.”
    La Morte era triste. Ché non era piu' la stessa dall'infausta sera in cui vide una puntata di Porta a Porta a lei dedicata. Vespa come suo solito aveva incalzato gli ospiti: "Secondo voi da cosa deriva l'aspetto che ha la Morte nell'immaginario collettivo?" e Crepet sputacchiante: "Solo una cosa può esplicare una figura ossuta e vesti color nero che sappiamo snelliscono: un rapporto disturbato, non sereno col proprio corpo".
    "Ma vaffanculo Crepet" pensò chiunque.
    La Morte mi chiese se volevo giocare a scacchi. Ed io risposi che quel gioco aveva perso per sempre il suo fascino da quando dei terroristi avevano mangiato torri con aerei.
    La tivu' lampeggiante annunciò:
    <<Londra. Il figlio di Max Mosley è stato rinvenuto travestito da cadavere.>>
    "E' morto anche Baget Bozzo" disse la Morte.
    "Ore difficili per i vermi" sentenziai io.
    "Chissà quanti si staranno convertendo al veganesimo" soggiunse lei.
    Baget Bozzo ci sarebbe mancato. E dire che avrebbe ancora potuto rallegrarci con intuizioni come:
    -'Come soleva dire l'ammalato di scolo, gutta cavat lapidem';
    -'Mills confessò anche che quand'era piccolo aveva ricevuto una somma di denaro dalla fatina dei denti ma poi ritrattò';
    -'Ehi, c'è un capello nel mio piatto di cisti!';
    -'Il pube è detto anche "pacco" ma non c'è l'imballaggio';
    -'Le assistenti del mio dentista son così brutte che mi fa sputare il colluttorio addosso a loro';
    -'Il cunnilingus in quei giorni è terribile, alzi la faccia e sembri Moira Orfei. Anche se con un trucco più leggero';
    -'Se quando vi sedete sul water sentite l'impulso di dover cagare e urinare, prima defecate e poi fate pipì ché un tonfo di stronzo che schizza, non è mai bello';
    -'Proprio non capisco chi cerca il pelo nell'uovo quando più semplicemente puoi andare a puttane';
    -'Bettino Craxi come Moro: entrambi uccisi da diverse forme di terrorismo'.
    Ah no, quest'ultima fece in tempo a dirla.
    "Che t'ha detto Wojtyla quando l'hai incontrato?"
    "Era curioso di sapere se abusavo dei corpi che falciavo"
    "E?"
    "E gli ho detto che non ne avevo abusato più di quanto la Chiesa avesse fatto con le loro anime se credenti o con le loro vite se laici".
    "Sei superstizioso?"
    "Beh, lo ero dato che sono arrivato sino alla cresima".
    "Tu di Gaza che mi dici?"
    "Che mi son dovuta occupare di troppi bambini le cui madri non erano le uniche a pezzi".
    "Iran?"
    "Che comincia a venirmi a noia prelevare tizi impiccati, trapassati con una vistosa erezione, che finiscono sempre col cercare di sollevarmi la veste.”
    “Credi nella reincarnazione?"
    "Si, e mi chiedo cos'abbia fatto di male il tizio che è rinato Bondi".

    July 12

    Addio Bacco..

    Io non sopporto l'estate.. quando tutti vanno al mare. Non riesco a capire il mare.
    "Il mare! Andiamo tutti al mare! Io amo l'estate. Fa così caldo! Andiamo tutti al mare!"
    Perché tante storie per andare al mare? Non riesco a capire. E' dove lo sporco incontra l'acqua, va bene? Per voi questa è una scoperta fottutamente sconvolgente? Io ho una vasca da bagno e immaginazione. Quest'estate rimango a casa. Così potrò ascoltare la musica come mi piace.
    Forse sono solo invidioso. Chiunque è così perfetto al mare. Pelle marrone. Denti bianchi. Io ho pelle bianca, denti marroni.
    Non è proprio il mio ambiente.
    Sotto l'insegna luminosa di una pubblicità di birra sembro bellissimo.

    E con queste parole oggi dichiaro ufficialmente il mio ritiro dal mondo dell'alcol.. A quanto pare la mia pressione arteriosa ha raggiunto livelli improponibili anche per il mio sfigmomanometro digitale.. e a quanto pare in questo mondo bisogna essere dotati di salute per poter fare qualsiasi cosa..
    Quindi adesso mi attendono nuove prospettive: niente alcol, niente cibi grassi, meno caffè, meno sedentarietà.
    Fantastico scegliere uno stile di vita in prospettiva di cose di cui non me ne frega assolutamente un cazzo.
    Eppure la psicologia martellante che mi circonda ha fatto si che mi succeda anche questo.. perché è importante che io stia bene per questo quello e quell'altro motivo, perché poi potrò divertirmi, ridere in allegria in tutte quelle esilaranti situazioni che accompagneranno il mio benessere fisico.
    E nel frattempo mi viene fatto notare che mi conviene lasciar perdere tutte quelle mie piccole battaglie contro i mulini a vento.. le mie fissazioni su certe cose, la voglia di cambiare anche se minimamente qualche cosa.. cosa le fai a fare queste cose, tanto sei da solo, non ne vale la pena.. Poi stai sempre a lamentarti, hai rotto il cazzo.
    Invece dovrei scegliere la cultura del benessere. Lo sballo. La figa. Le persone.
    Ci penserò su..
    Resta comunque un fatto, che ha puntualizzato qualche anno fa il mio amico Albert:

    Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla.
    July 08

    La spesa

    Un'altra sera a casa a masticare noia e surgelati
    La tv vomitava vacui colori, la luce dei pensieri è spenta
    Programmerò il mio umore artificialmente e scriverò
    un saggio su come perdere
    tempo senza sprecare nemmeno un minuto.
    Vieni a farmi compagnia fiamma di carta, perditi
    con me nel labirinto di un monolocale
    a coltivare il miraggio di stare con i piedi per terra
    sopra il pavimento di un quinto piano condominiale

    E non so come ma arriverò puntuale.

    Mi manca un kilo di pace integrale
    e due etti ci comprensione
    e un cartone d' amore a lunga conservazione
    non rimane che fare la spesa
    Continuare a pagare
    per quello che voglio e quello che non ho ancora

    E non so dove ma arriverò puntuale

    Oh che vasta scelta
    mi si presenta
    che sceglierò
    ma voglio di più
    per riempire la cesta
    Che sceglierò
    Vorrei essere io una volta
    scelto

    "Sai di vivere una vita che è contronatura, dove un giorno è per la notte
    dove la paura va scacciata via in un attimo, in un gesto attento di quell'anima un pò scura che ti
    porti dentro. O forse è naturale inseguire il destino, perder l'innocenza per sentirsi bambino e dalle facce appese alle circostanze fai uun sorriso beffardo e non ti accorgi neanche"

    "...Di spalle o col viso rivolto alla mia ermeticità gravità,
    so di aver dio dentro, ma non è nient'altro che un piacevole stupro,
    un fulmine, un fulmine dentro la schiena!"
    July 06

    I “LONG SWEET SCOOP”

    A volte è un attimo...
    Ti svegli una mattina e capisci che tutto ti sta sul cazzo.
    Non sopporti più nulla. Il vaso è colmo.
    Dovrei imparare a gustare il silenzio, a percepire il mio respiro.... Lo Yoga!
    Non ce la faccio. Ho bisogno di compagnia. Per non pensare...
    Poi un senso di sana ribellione: perché non riusciamo a vivere serenamente la nostra solitudine? Perché abbiamo paura dei nostri pensieri? Perché percepiamo il silenzio come “vuoto”?
    Mentre penso a queste cazzate esistenziali salgo in auto.
    Accendo la radio.
    C’è un DJ che tutte le mattine dai microfoni di RADIO CONSOLAZIONE mi invita a sopportare la giornata che sta per iniziare.
    Lui dice: “Ciao amico, anche oggi stai per andare al lavoro, stai per immergerti nel tuo solito tran tran e io sono qui per farti compagnia”
    Io percepisco: “Hei! Pirla! Anche oggi ti aspetta una giornata del cazzo degna della tua inutile vita.”
    Il DJ prosegue: “C’è anche Struff con me! Saluta Struff!”
    Struff è un personaggio che tenta di fare il simpatico sparando cazzate con una voce stridula. Il suo tormentone è “Mi fai un baffo”... divertente... non sto più nella pelle dal ridere.
    È simpatico come un gatto attaccato ai coglioni.
    Possiede la verve esuberante di un gamberetto in salsa cocktail.
    Il DJ imperversa: “Amico non prendertela! Bisogna sorridere! E noi siamo qui per questo!
    Ascolta la nostra musica e tutto ti sembrerà migliore”
    Parte la canzone.... e mi rendo conto che la giornata è veramente una giornata di merda.
    L’inutilità della musica che sto ascoltando è pari in magnitudine (unità di misura della luminosità stellare) solo al diametro esagerato verso cui tendono le mie palle.
    Cinque minuti di loop ritmico, cioè una breve sequenza di batteria che si ripete uguale, e si ripete uguale, e si ripete uguale, e si ripete uguale, e si ripete uguale, e si ripete uguale, e si ripete uguale, e si ripete uguale...: ossessionante!
    Cinque insignificanti minuti che mi fanno apprezzare come gradevole variante sonora il latrato di uno yorkshire lasciato solo in un’auto parcheggiata sul ciglio della strada.
    Poi torna lui, il DJ!...”Erano i “Long sweet scoop” che stanno spopolando negli Stati Uniti e che finalmente saranno in Italia nei prossimi giorni...era il loro ultimo singolo “Love in the sky, shit on the table”
    Tra me e me penso: “Però, che bello! Finalmente i “Long sweet scoop” arrivano in Italia”...poi mi nasce spontanea una domanda: “Si, ma chi cazzo sono i “Long sweet scoop”?”
    Non c’è risposta.
    I “Long sweet scoop” hanno già lasciato il posto alla “Ten dogs band” e alla splendida voce dei “Transformer brothers on the beach” anch’essi in tour nella nostra penisola.
    Siamo veramente una colonia. Il rifugio peccatorum per qualsiasi coglione americano che decide di darsi alla musica...musica?
    Ma dove sono finiti i Simon & Garfunkel di “Bridge on a trouble water”? Che fine hanno fatto i Jethro Tull di “Locomotive breath”? I Genesis di “The musical box”? Gli Emerson Lake & Palmer di “Lucky man”?
    Quella era gente che sapeva cantare e suonare!
    Una volta non si poteva fare finta di fare musica, o eri preparato o stavi a casa. Niente mezze misure, ma soprattutto niente mezze seghe!
    Fermo l’auto.
    La radio si spegne.
    Tutto tace.
    Mi godo un istante di silenzio.
    Come diceva sempre il mio amico Marino “La musica è fatta anche di pause, soprattutto di pause”
    È bastato un minuto e i “Long sweet scoop” sono ormai un lontano ricordo.
    Brutto segno per gente che vuole segnare un’epoca.
    Entro in un bar per un caffè.
    Nel bar c’è la TV sintonizzata su un canale musicale.
    La sfortuna mi assiste.
    Stanno mandando in onda un video dei “Long sweet scoop”.
    La VJ, una simpatica ragazzina tutto pepe e niente tette ci rende edotti: “Sono quattro ragazzi di colore di Los Angeles, considerati i nuovi Beatles...”
    A proposito di luoghi comuni!
    Negli ultimi vent’anni ho già visto almeno una trentina di gruppi considerati i “nuovi Beatles”.
    Morire se mi ricordo un nome che è uno!... Decido però che mi voglio informare. Voglio capirci qualcosa. Provo a lasciarmi rapire dal video.
    In primo piano un “ragazzo di colore” (almeno così l’ha chiamato la VJ) funge da front man, gli altri tre sono trasparenti. Inutili.
    Il front man ha in testa un cappellino rosso corredato di orecchie da Mickey Mouse e indossa un maglione largo con stampigliato davanti il Che Guevara. Il collo è nascosto da una sciarpa a pois, la faccia è guarnita con tre orecchini nel naso. Agita le braccia e continua a indicare con entrambe le mani prima me e poi la sua testa”
    Sono i momenti in cui comincio a pensare alla miniera e alla necessità di trovare qualcuno che vada a lavorarvici. E credo anche di avere individuato quel qualcuno.
    L’esagitato, con un gesto molto fine si schiaccia le palle con la mano destra, fa una capriola e urla a bocca aperta contro la telecamera. Non canta, parla.
    E’ un “rapper”, mica un pirla qualsiasi!
    La miniera oscilla tra l’auspicio e la speranza.
    Il rap...
    Lo chiamano “word power” cioè il potere della parola.
    C’è un piccolo problema, non so l’inglese e quindi non capisco una mazza di quello che sta dicendo.
    Quindi il word power va a fare in culo nel giro di tre secondi.
    Ma io mi chiedo: perché gli anglo americani danno per scontato che si capisca quello che dicono? Io non ho pregiudizi, ma un minimo di intelligenza! Basterebbero dei sottotitoli! O forse (mi viene il dubbio) è meglio che non si capisca quello il nuovo Beatle che sta blaterando?
    Non c’è dubbio, la miniera è diventata l’unica opzione possibile.
    Torna la VJ e spiega: “Sono quattro ragazzi di colore che ti buttano in faccia quello che pensano della vita e a modo loro, senza pudore né peli sulla lingua: ti esortano a cambiare il mondo”.
    E tu ci pensi. Cambiare il mondo? Interessante.
    Per il momento comincio col cambiare canale.
    Guardo il barista “Scusi posso mettere sul sei?”
    E il barista “No, guardi, sto seguendo lo special sui “Long sweet scoop”....”
    Lo guardo esterrefatto... Mi sento fuori luogo.
    Io non faccio più parte della specie che popola questo pianeta.
    È triste doverlo ammettere, ma è così.
    La rivoluzione del rock è finita, è iniziata la saga del rap. Anzi, la mezza saga.
    E pensare che pensavamo di essere eterni, di essere noi quelli all’avanguardia...
    Woodstock, l’Isola di Wight...illusioni!
    L’esistenza è una ruota che gira...(ma d’altronde la ruota che cazzo deve fare?)
    Esco dal bar.
    Sorrido.
    Sono contento di aver vissuto la mia adolescenza negli anni settanta.

    Flavio Oreglio