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June 30 Il paese Così questo paese, dove non sono
nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che
il mondo l'ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi,
non so se da ragazzo mi sbagliavo poi di molto. Uno gira per mare e per
terra, come i giovanotti dei miei tempi andavano sulle feste dei paesi
intorno, e ballavano, bevevano, si picchiavano, portavano a casa la
bandiera e i pugni rotti. Si fa l'uva e la si vende a Canelli; si
raccolgono i tartufi e si portano in Alba. C'è Nuto, il mio amico del
Salto, che provvede di bigonce e di torchi tutta la valle fino a Camo.
Che cosa vuol dire? Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di
andarsene via. [...] Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che, anche quando non ci sei, resta ad aspettarti. Ma non è facile starci tranquillo. Da un anno che lo tengo d'occhio e quando posso ci scappo da Genova, mi sfugge di mano. Queste cose si capiscono con tempo e l'esperienza. Possibile che anche a quarant'anni, e con tutto il mondo che ho visto, non sappia ancora che cos'è il mio paese? (C. Pavese - La luna e i falò) June 26 CredoCredo in un solo Dio, la Natura, Madre
onnipotente, generatrice del cielo e della terra, di tutte le cose
visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, l'Uomo, plurigenito Figlio della Natura, nato dalla Madre alla fine di tutti i secoli: natura da Natura, materia da Materia, natura vera da Natura vera, generato, non creato, della stessa sostanza della Madre. Credo nello Spirito, che è Signore e dà coscienza della vita, e procede dalla Madre e dal Figlio, e con la Madre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti dell'Intelletto. Aspetto la dissoluzione della morte, ma non un'altra vita in un mondo che non verrà. June 22 Il Coro dei Cinque Madrigalisti Moderni Oh bucaiola tu mi tradisci tu dici: Vengo! e invece tu pisci Ma vaffanzum!...zum... zum.. Chi chiava tromba chi tromba chiava... e chi non tromba si mena la fava! June 18 ...[...] ci deve essere per forza speranza: finché nelle piazze italiane
accorreranno decine di migliaia di persone per guardare l’aspirante
Velina fare la ruota travestita da carota, allora io sarò tranquillo
perché vorrà dire che al peggio non ci siamo ancora arrivati. Quando il
peggio arriva, la gente non è che si mette a pensare alla figa. La
gente si mette a pensare al peggio, quando il peggio arriva. Perciò la
televisione, in questi giorni di tregenda, mi dà fiducia: ci sono
persone ricchissime con le Ferrari cromate che sorridono al matrimonio
della Bella e la Bestia, c’è un Greggio meravigliosamente brillante che
mi aiuta a ricordare che stiamo tutti bene. Allora sono contento. [...] In Italia va tutto a
meraviglia: è un paese che può permettersi di pensare alla figa, alle
pantofole di Briatore, ai seni di Marta Marzotto. Questo è sublime. [...] L’Italia è un Paese in crescita, che dà anche posti di lavoro sicuri.
Infatti, sempre in televisione, ho sentito che la Rai sta cercando un
conduttore per il gioco dei pacchi e un conduttore per Sanremo: posti
di lavoro, lotta al precariato... [...] June 15 Naturalmente io non sono un ingenuo...Naturalmente io non sono un ingenuo e scuso il dottore di vedere
nella mia vita stessa una manifestazione di malattia. La vita somiglia
un poco alla malattia come procede per crisi e lisi ed ha i giornalieri
miglioramenti e peggioramenti. A differenza delle altre malattie la
vita è sempre mortale. Non sopporta cure. Sarebbe come voler turare i
buchi che abbiamo nel corpo credendoli delle ferite. Morremmo
strangolati non appena curati. June 11 Storie di suore, vescovi, pretacci e invalidi.Mi fornisco ancora una volta dal mitico Noantri per questo post di cui condivido più o meno tutto. Rox. Faccio subito una premessa doverosa per chi legge: io non sono credente. Nonostante abbia praticamente tutti i sacramenti cristiani del più classico percorso di un bambino italiano che diventa adolescente (battesimo, comunione e cresima) in una famiglia umile del ceto medio, una volta raggiunta l’età della ragione ho preso le mie decisioni. Senza pressioni da parte dei miei genitori e nel più grande rispetto per il ruolo che la religione cattolica occupa nella storia del Paese. Questa settimana ci sono state due vicende che parlano di religione, di credo, di sofferenza che mi hanno molto colpito. La prima è quella delle due monache di clausura, cacciate alcuni anni fa dal monastero di Santa Maria del Carmine di Camerino, che domenica mattina si sono incatenate per circa due ore alla base di un lampione in piazza Pio XII, lo slargo antistante la basilica di San Pietro. Suor Albina , 73 anni, e suor Teresa , 79, appartenenti all’ordine delle Carmelitane di antica osservanza, avevano due cartelli di protesta e si rivolgevano direttamente al santo padre. Su uno c’era scritto: «Santità, non siamo né prostitute, né violente, né ladre, né malate di mente».
Una storia curiosa, che forse fa sorridere. Tutti avranno pensato infatti alle arzille monachelle e al carabiniere quarantenne chiuso nel convento che se la spassano. Premesso che sostanzialmente non me ne importa un fico secco degli eventuali peccati delle due donne, quello che stona in tutto questo è quel cartello. Quel “non siamo prostitute, né violente, né ladre, né malate di mente”. Nel linguaggio usato, nelle categorie indicate come indegne, emerge ancora una volta tutta la discriminazione di corporazioni settarie e religiose poco lontane nella loro concezione di società dai fanatici islamici. Ecco cosa mi ha allontanato dalla fede, dalla religione. Il terrore di essere visti come dei peccatori, la ricerca ossessiva (lo ricordo anche nelle prediche che mi facevano le suore all’asilo) di far parte di quelli che si salveranno, a discapito del prossimo. Perché sono loro che non entreranno nella casa del signore, “mica noi che siamo buoni”. L’altra storia è quella di Viterbo dove due ragazzi di 26 anni, prossimi alle nozze, non hanno avuto il permesso di sposarsi in Chiesa dal Vescovo della città a causa del grave incidente che ha causato la paralisi delle gambe di lui. Il problema non era tanto la sedia a rotelle con la quale avrebbero dovuto convivere per il resto della loro vita, quanto il dubbio sulla capacità del ragazzo di poter procreare. Ecco un altro esempio di giudizio sul comportamento altrui. Dico io, neanche fossero stati due omosessuali, due diversi, due peccatori, due musulmani convertiti. Questi dubbi del vescovo mi sanno tanto di selezione della razza . Sembra quasi che la casa del signore non sia così aperta a tutti, almeno finché le chiavi saranno in mano a delle teste di cazzo. Alla fine i due sono stati uniti in cerimonia religiosa al Cto di Roma. «Posso garantire - ha detto il sacerdote che li ha sposati - che anche il vescovo sta soffrendo per la piega che ha preso una decisione che voleva essere invece un atto di prudenza pastorale. Certo, e qui debbo essere onesto con me stesso, in questa prudenza dovrebbe anche entrare quello che i due ragazzi pensano e decidono. E loro avevano deciso di celebrare il matrimonio per vivere insieme. Lo avevano detto anche a me, per telefono, quando dal Canada avevo fatto percepire a loro che suggerivo di aspettare. Ma nel momento in cui ho capito la loro volontà, che mi è sembrata una testimonianza di amore che dà vita, non ho avuto dubbi: l’amore, se vero, non può essere fermato da nessuna regola». Tutti contenti dunque, tranne il vescovo. Immagino la sua sofferenza. Ma la colpa stavolta è dei ragazzi, credenti e con tutti i sacramenti cristiani del più classico percorso di un bambino italiano che diventa adolescente (battesimo, comunione e cresima) in una famiglia umile. Perché l’errore sta nel farsi giudicare da un altro uomo. E’ il passo che porta all’ostinata ricerca di far parte di quelli che si salveranno. Sono gli altri quelli che non entreranno nella casa del signore: le prostitute, i violente, i ladri, i malati di mente. Ma volendo anche gli storpi e le suore. June 07 La bella estateA quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la
strada, per diventare come matte, e tutto era cosí bello, specialmente
di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che qualcosa
succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un
bambino, e magari venisse giorno all'improvviso e tutta la gente
uscisse in strada e si potesse continuare a camminare camminare fino ai
prati e fin dietro le colline. – Siete sane, siete giovani, – dicevano,
– siete ragazze, non avete pensieri, si capisce –. Eppure una di loro,
quella Tina che era uscita zoppa dall'ospedale e in casa non aveva da
mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli
altri, si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una
stupidaggine e rubava tempo all'allegria. June 02 Cirano
A volte la morte è ironica...Anziano muore d'infarto durante pellegrinaggio a Loreto Si era appena avviato quando e' stato colto da malore. ANCONA, 1 GIU - Un uomo di 70 anni, Mario Strologo, e' morto ieri sera d'infarto mentre si apprestava a partecipare a un pellegrinaggio a Loreto. L'anziano, un noto ristoratore della zona, stava per avviarsi con un gruppo di fedeli verso il punto di partenza della processione - che si svolge nell'ultimo sabato di maggio da Crocette di Castelfidardo fino alla citta' mariana - quando e' stato colto da un malore e si e' accasciato a terra. Inutili i soccorsi prestati dai sanitari del 118. |
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