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May 31 Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un
posto. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra
grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la
nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno
saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è
così. E lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle
piene. Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in
banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo
portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e
danzante merda del mondo! Sentite balordi, non siete speciali, non siete un pezzo bello,
unico e raro. Siete materia organica che si decompone come ogni altra
cosa. Siamo la canticchiante e danzante merda del mondo. Facciamo tutti
parte dello stesso mucchio di letame.
May 27 Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà. Si può sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare. May 17
Sentimi bene: si chiama scopare. Amore si chiama ma, dalla faccia che fai e dalle parole che dici, mi par di capire che il concetto ti sfugge.
Allora Vecchio, mettiti qui, a sedere, cuccia, sitz, stai buono un attimo e parliamo dell'amore, del sesso. Tu ed io, Vecchio, sfilati le scarpucce Prada e parliamo. Dici: "Se l'esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata, allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell'amore, ma in primo luogo la dignità della persona stessa".
Vecchio, cazzo dici? Fermo, stammi a sentire. Il problema di quelli come te è che parlano senza sapere, solo perché ci sono milioni di rincoglioniti che vanno pazzi per questo accomondantissimo nulla. Quelli ti piazzano in braccio il loro primogenito e buonanotte al secchio.
A parte il fatto che le droghe dovrebbero essere un diritto di ogni libero cittadino che si trovi costretto a vivere in questo mondo di merda, ti voglio anche dire che "l'esercizio della sessualità", come lo chiami tu, non assoggetta manco per un cazzo il partner ai propri desideri, perché, in genere, a letto - sai quella cosa morbida su doghe di legno che tu usi solo per dormire - il partner è d'accordo, altrimenti si chiama violenza sessuale e lì interviene la magistratura. In più, Vecchio, tu dai aria alla bocca quando parli di "rispettare i tempi della persona amata": si vede che non sai di che minchia vai cianciando, perché, Vecchio, rispettare i tempi della persona amata, nel sesso, quando si scopa, in genere è complicatissimo, è vero, hai ragione tu, qualche volta non si riesce a fare, ma ciò che tu chiami peeeeeeccaaaaaato moooooortaaaaaaaaleeeeeee noi lo chiamiamo eiaculatio precox.
Vecchio, faresti meglio, secondo me, senti che ti dico, a farti una birra, metterti in blue jeans e provare in prima persona quello di cui vai dicendo tutto tremante: il sesso è una cosa niente male. Non sarà all'altezza di un gol allo scadere o di un piatto di pasta fatto come si deve, ma non è nemmeno un mastino napoletano senza guinzaglio.
"Nessuna tecnica meccanica può sostituire l'atto d'amore che due sposi si scambiano come segno di un mistero bla bla bla": Vecchio, ma chi te li scrive questi testi? Tuo nipote seienne? "Tecnica meccanica"? Era ai vibratori che pensavi? Ai d i l d o? Oppure a quei letti da motel che vibrano tutti se ci infili una moneta? D i l d o... Mi viene da ridere se ti immagino, Vecchio, affacciato a quella finestra, davanti a tre milioni di persone, pronunciare col tuo accento bavarese la parola d i l d o: "Nessun d i l d o può sostituireeeee l'aaattoooo d'aaaamoreeee". Vallo a dire ai froci, Vecchio.
"L'amore coniugale [...] non soggiace al solo sentimento, spesso fugace e precario, ma si fa carico dell'unità della persona e della totale condivisione degli sposi che nell'accoglienza reciproca offrono se stessi in una promessa d'amore fedele ed esclusivo che scaturisce da una genuina scelta di libertà".
Bum. Ma, Vecchio, santo il cielo, davvero credi che l'amore sia qualcosa di così fisico, controllabile, scaricabile dalle tasse? Cosa pensi che sia, l'amore? Un ficus d'ufficio? Un lombrico? Un tegolino? "L'amore coniugale non soggiace" Vecchio? "Una promessa"? E per chi ci hai presi? Un cartone animato? L'hai mai trovata a letto con un altro? Sei mai stato donna, Vecchio mio, e hai mai provato a vederlo violento, dopo il lavoro, rinchiudere lo stress nei pugni stretti e scaricarli sui tuoi fianchi di madre? No, che non sei mai stato donna: tu non lo sai nemmeno lontanamente cosa siano le donne. Ho più consapevolezza io della fisica quantistica e dell'ingegneria nucleare. Perché parli, Vecchio? E' quasi estate, comincia a fare caldo, perché non segui anche tu i consigli che sono soliti elargire i telegiornali e ti infili nel reparto surgelati di un bel supermercato?
"Separare la sessualità dalla procreazione è sbagliato ed espone al rischio dell'infelicità". Vecchio, sentimi bene, tu hai bisogno di aiuto. Se mio nonno dicesse cose così al vento primaverile, io parlerei nell'orecchio dei miei genitori e li convincerei ad internarlo a Guantanamo o qualcosa di simile.
Vecchio, ormai s'è detto di tutto sull'argomento e io non voglio tornarci, però, Vecchio, quello che tu dovresti capire è che è molto facile fare la madre con l'utero altrui, tu questo dovresti fartelo tatuare, li tatuano i Vecchi come te?, non lo so, magari mi informo, un bel tatuaggio sul petto e via, vergato alla rovescia, come nel film "Memento", così ti ritorna in mente ogni volta che ti fai una doccia o ti radi la barba allo specchio.
Vedi Vecchio, ora ti racconto questa cosa: una volta in una trasmissione, mi pare al Festival di Sanremo, l'hai mai visto il Festival?, ecco, come ospite c'era Sharon Stone, una di quelle ipnotizzate del cazzo, non mi ricordo bene se da Scientology o dalla Chiesa Cattolica, vabbè, siamo lì, comunque la Stone, quella che accavallò le gambe consegnando la patonza alla storia dell'umanità, intervistata da Baudo o chi per lui, se ne uscì, tutta piangendo, che lei, non so in quale occasione, era quasi morta e poi tornata alla vita e, incalzata dalle domande, rivelò che il Paradiso, l'Aldilà, come lo vuoi chiamare, non era un fatto di luce o roba simile: "E' tutta una questione d'amore", disse la Stone. E a me questa frase colpì molto, mi commosse, arriverei a dire, perché trovai molto plausibile che il presunto Aldilà potesse riassumersi esclusivamente in un concetto d'amore. Quel che interessa a noi, tuttavia, vero o non vero, plausibile o non plausibile, è che il concetto di "assoluto amore" può andare bene per l'Aldilà, per ciò che esiste, se esiste, dopo la vita, e NON per la Vita Stessa.
Tu, Vecchio, ci infili questo discorso dell'Amore e della Pace ogni due per tre e non va bene, non in questa vita: questa vita, la nostra, per definizione, è prima di tutto una questione di sopravvivenza, di fame e di sete, di contratti a tempo indeterminato, di lavoro, di violenza, di morte, di solitudine, di droga, di depressione, di povertà, di malattie indicibili e nuove, di catastrofi naturali. In questa vita, fatta di queste cose, tu non puoi dire che "separare la sessualità dalla procreazione è sbagliato e porta all'infelicità", perché non lo sai in che razza di vita si va a infilare una potenziale nascita. Se riduciamo tutto a una questione di Amore, come diceva la Stone parlando dell'Aldilà, tu fai pornografia sentimentale da due soldi, per la quale è vero tutto e il contrario di tutto. Mi capisci, Vecchio? Separare la sessualità dalla procrezione non solo è legittimo ma molte volte diventa necessario, obbligatorio: perché QUI, dalle nostre parti, sulla terra, la questione "amore" occupa, tristemente, le ultime posizioni della scala gerarchica che porta alla sopravvivenza.
L'amore non è dogmatico, anzi: se ci pensi bene, Vecchio, l'amore è proprio tutto il contrario della fede.
L'amore ha bisogno di continue prove, riprove, controprove, carezze, sangue, urla, carne; l'amore ha bisogno di tutto quello che ci sta dentro quelle sacche di sangue che sono gli esseri umani: della loro ritrosia alla coerenza, della loro ipocrisia; l'amore si nutre, fisicamente, della minutaglia quotidiana, delle salite e delle discese, di tutti e cinque i sensi, dell'odorato, della vista, del tatto, dell'udito, della voce, dei capelli, dei pori, del sudore, della lanuggine dentro l'ombelico, del solletico, delle lacrime e della violenza, l'amore succhia dai difetti, dalle differenze, l'amore è sesso, godimento, eiaculazione, l'amore è amore pure se in quel momento lì un figlio diventerebbe una maledizione. L'amore è sapere rimandare. L'amore sa quand'è il momento giusto. L'amore non è dogma: l'amore, in quanto tale, è una cosa che inizia e finisce e che continua fin tanto che si vede, si sente, si percepisce.
Perciò Vecchio, tu che parli tanto di amore e di sesso, perché non pensi a misurarti la pressione e a lasciar fare a noi, che siamo fortunatamente ancora in vita, e non nell'aldilà della Stone, e che dunque d'amore viviamo e per amore prendiamo le nostre scelte più importanti? Il problema, Vecchio, è che tu sei invidioso, secondo me. Il tuo amante, diciamocelo, non è proprio il massimo in quanto a comunicazione, sensibilità e presenza. E allora ci vedi, ci guardi, noi innamorati, amanti, amici, dentro le pizzerie, davanti alle birre, alle prese coi nostri giganteschi e bizzarri cazzi di tutti i giorni e non ti capaciti che la vita possa essere così semplice e complicata al contempo. L'amore è una questione di millesimi di secondo, altro che di Eternità.
Provalo a chiedere a un interista, vecchio, perché stanotte non ci ha avuta la voglia di fare un figlio e poi prova a trovare il coraggio di dirgli in faccia che ha peccato. May 10 "Non avrai altro Dio all'infuori di me, spesso mi ha fatto pensare: genti diverse venute dall'est dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male. Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male.
Non nominare il nome di Dio, non nominarlo invano. Con un coltello piantato nel fianco gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato, e non ascoltò il mio dolore. Ma forse era stanco, forse troppo lontano, davvero lo nominai invano.
Onora il padre, onora la madre e onora anche il loro bastone, bacia la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore. Quanto a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste. Facile per noi ladroni entrare nei templi che rigurgitan salmi di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari sgozzati come animali. Senza finire legati agli altari sgozzati come animali.
Il quinto dice non devi rubare e forse io l'ho rispettato vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie di quelli che avevan rubato:
ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri nel nome di Dio. Ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri cioè non disperdere il seme. Feconda una donna ogni volta che l'ami così sarai uomo di fede:
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane e tanti ne uccide la fame. Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore: ma non ho creato dolore.
Il settimo dice non ammazzare se del cielo vuoi essere degno. Guardatela oggi, questa legge di Dio, tre volte inchiodata nel legno:
guardate la fine di quel nazzareno e un ladro non muore di meno. Guardate la fine di quel nazzareno e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza e aiutali a uccidere un uomo. Lo sanno a memoria il diritto divino, e scordano sempre il perdono:
ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore. Ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri non desiderarne la sposa. Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri già caldi d'amore non ho provato dolore. L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio mi toglie il dolore dagli occhi e scivola il sole al di là delle dune a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore, madre, io provo dolore. Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l'amore".
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