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日志


12月21日

Il mondo come io lo vedo

Quale straordinaria situazione è quella di noi mortali! Ognuno di noi è qui per un breve soggiorno; non sa per quale scopo, sebbene talvolta pensi di percepirlo. Ma dal punto di vista della vita quotidiana, senza approfondire ulteriormente, noi esistiamo per i nostri consimili - in primo luogo per quelli che ci rendono felici con i loro sorrisi e il loro benessere e, poi, per tutti quelli a noi personalmente sconosciuti ai cui destini siamo legati dal vincolo della solidarietà. Cento volte al giorno, ogni giorno, io ricordo a me stesso che la mia vita, interiore ed esteriore, dipende dal lavoro di altri uomini, viventi o morti, e che io devo sforzarmi per dare nella stessa misura in cui ho ricevuto e continuo a ricevere. Sono fortemente attirato dalla vita semplice e spesso sono oppresso dalla sensazione di assorbire una quantità superflua del lavoro dei miei consimili. Considero le differenze di classe contrarie alla giustizia e, in caso estremo, basate sulla forza. Considero altresì che la vita semplice faccia bene a tutti, fisicamente e mentalmente.
Non credo assolutamente nella libertà dell'uomo in senso filosofico. Ognuno agisce non solo sotto stimoli esterni, ma anche secondo necessità interne. L'affermazione "un uomo può fare come vuole, ma non può volere come vuole" è stata un'ispirazione per me fin dalla giovinezza, e una continua consolazione e inesauribile sorgente di pazienza di fronte alle difficoltà della vita, mia e degli altri. Tale sentimento mitiga pietosamente il senso di responsabilità che così facilmente diventa paralizzante e ci garantisce dal prendere noi e gli altri troppo sul serio; conduce a una visione della vita in cui l'umorismo, sopra ogni altra cosa, ha il peso dovuto.
Indagare sul senso o sullo scopo della propria esistenza, o della creazione in generale, mi è sempre parso assurdo da un punto di vista obiettivo. Eppure tutti hanno certi ideali che determinano la direzione dei loro sforzi e dei loro giudizi. In questo senso non ho mai considerato l'agiatezza e la felicità come fini in se stessi, una tale base etica la ritengo più adatta a un branco di porci. [...] Senza il senso di amicizia con uomini che la pensano come me, della preoccupazione per il dato obiettivo, l'eternamente irraggiungibile nel campo dell'arte e della ricerca scientifica, la mia vita mi sarebbe parsa vuota. Gli oggetti comuni degli sforzi umani - proprietà, successo,  lusso - mi sono sempre sembrati spregevoli.
[...] Vado per la mia strada e non ho mai fatto parte con tutto il cuore del mio paese, della mia città, dei miei amici e neppure della mia famiglia più prossima; rispetto a tutti questi legami non ho mai perso un ostinato senso del distacco, del bisogno di solitudine - un sentimento che aumenta col passare degli anni. Sono acutamente cosciente, eppure senza rimpianti, dei limiti della possibilità di una reciproca comunicazione e di solidarietà con un consimile. Senza dubbio una persona del genere perde qualcosa in genialità e spensieratezza; d'altro canto è ampiamente indipendente nelle sue opinioni, abitudini e giudizi rispetto agli altri ed evita la tentazione di fondare il proprio equilibrio su basi così incerte.
[...] La cosa più lontana dalla nostra esperienza è ciò che è misterioso. E' l'emozione fondamentale accanto alla culla della vera arte e della vera scienza. Chi non lo conosce e non è più in grado di meravigliarsi, e non prova più stupore, è come morto, una candela spenta da un soffio. [...] Non posso concepire un Dio che premia e punisce le sue creature, o che possiede una volontà del tipo che riconosciamo in noi stessi. Un individuo che sopravvivesse alla propria morte fisica è totalmente lontano alla mia comprensione, né vorrei che fosse altrimenti; tali nozioni valgono per le paure o per l'assurdo egoismo di anime deboli. A me basta il mistero dell'eternità della vita e la vaga idea della meravigliosa struttura della realtà, insieme allo sforzo individuale per comprendere un frammento, anche il più piccino, della ragione che si manifesta nella natura.

12月18日

Signore e signori

by Noantri
Buonasera signore e signori, sono Il Mago e vi proporrò un numero eccezionale, questa sera, mai provato al mondo, signore e signori, un momento di attenzione, il numero sarà breve e voi dovrete essere molto concentrati perché quando andrete via, signore e signori, crederete alla magia come non avete mai fatto prima d’ora. La magia, signore e signori, è solo una questione di mentalità, di approccio; la magia può essere ovunque, intorno a voi, come dicono in quella pubblicità, perciò adesso guardate, concentratevi attentamente su questo oggetto di uso comune. Tutti sapete cos’è, non è vero? Un libro, esattamente. Un libro! Guardate bene queste due pagine bianche, signore e signori, sono solo due pagine bianche con delle parole d’inchiostro stampate sopra, due pagine a caso, non c’è trucco e non c’è inganno. Signora vuole venire su a scegliere lei due belle pagine diverse da queste? No? Si fida? C’è qualcuno in sala che non si fida? C’è qualcuno in sala che ha un libro con sé e vuole portarlo qui per sostituire il mio? Bene signori, allora procediamo.

Questo è un libro e lo mettiamo qui, così che tutti possiate vederlo. Non è importante quale libro sia, quello che conta è che adesso noi riprodurremo una scena che tutti quanti avete già vissuto e contemplato almeno una volta nella vita. Prego la mia assistente in hot pants di portare in sala il reperto numero due. Molto bene. Ecco qui, signore e signori, guardate tutti attentamente. Questo è proprio quello che sembra: un capello umano. Signore e signori, qualcuno di voi vuole salire sul palco per controllare? Guardate, mi avvicino io: un autentico capello umano. Per ovvi motivi che tutti voi potete facilmente constatare coi vostri stessi occhi, questo non è un capello che mi appartiene. In effetti l’ho strappato con delicatezza al mio fedele regista. Facciamogli un applauso, signore e signori, grazie, un applauso al regista. Perfetto e adesso guardate attentamente questo capello, perché, come vi dicevo, la magia può nascondersi dappertutto e adesso ve lo dimostrerò. Infatti ecco qui, ecco cosa farò. Adagerò il capello dell’amico regista qui su questa pagina del libro in questione. Ecco fatto, signore e signori, ora quello che abbiamo è un libro aperto a pagina 38 e un bel capello di uomo robusto adagiato con apparente casualità sul bianco della carta. Adesso guardate molto attentamente. Il libro è qui, sotto questi faretti. Il capello è sopra la pagina. Lo vedete. Non c’è magia signore e signori. Non c’è trucco. Osservate. Niente fili, niente doppi fondi. Niente specchi. Prego il signore in prima fila di venire a controllare. Dica signore, nota qualcosa di sospetto? Tocchi pure, avanti. Tocchi pure. Grazie signore, torni a godersi lo spettacolo perché adesso arriviamo al culmine.

Signore. Signori. Osservate il capello sulla pagina bianca. Osservatelo attentamente mentre mi avvicino con il viso. Attenzione. Pronunciate pure le vostre parole magiche all’interno della mente. Quelle che preferite. Concentratevi insieme a me. Uno. Due. Attenzione signore e signori. Tre! Voitlà cari amici! Voitlà! Il capello è sparito! Signore e signori, capisco la vostra titubanza. Calma, calma. Un momento di calma, per favore. E’ inutile che solleviate in cielo questo brusio di disapprovazione. Lei, signore, cosa dice? Giusto, signore, il capello non è sparito, è stato solo soffiato via dal sottoscritto. E lei signora? Anche lei è d’accordo col signore? Tutti voi, in sala, signore e signori, siete concordi? Osserviamo insieme il replay della magia. Ecco, guardate attentamente il maxischermo. Prego la regia di mandare il contributo. Ecco, signore e signori, vediamo il capello stagliarsi nel bianco della pagina del libro. Lo vediamo. Lo vediamo. Lo vediamo. E… tac! Ecco fatto signore e signori! Avete visto? Il capello è sparito!

Calma, un momento di calma, per piacere. Vi chiedo: avete visto il capello spostarsi? No, signore e signori. La risposta è no. Il capello è semplicemente sparito. C’era un capello su una pagina bianca di un libro e un istante dopo non c’era più. Non è forse magia, questa, signore e signori? Se voi aveste visto il capello muoversi, fisicamente spostarsi, venire spostato, dal getto d’aria emesso dalla mia bocca, soffiando, allora sì, allora io ammetto che avreste potuto anche avere il diritto di indignarvi, di sentirvi frodati e di esigere che vi venisse rimborsato il prezzo, peraltro molto esiguo, ne converrete, di questo spettacolo. Tuttavia, signore e signori, io vi invito a riflettere. Cos’è la magia? Cosa dovrebbe essere la magia? Chi l’ha deciso che la magia è forzatamente un fine? Non potrebbe, la magia, essere solo un meccanismo per offrire all’esistenza un più alto grado di vivibilità? A nulla serve un capello sparito. Molto di più mi pare utile darsi la possibilità, anche solo per dieci minuti, di credere che un capello possa sparire. Non dovremmo forse finirla di pensare sempre e soltanto al fine? Non dovremmo forse imparare a goderci un poco di più il viaggio? Che cos’è che avete visto succedere, signore e signori? Ditemelo per favore. Perché non credere d’aver assistito a un’effettiva sparizione di un capello? Perché?

Signore e signori, avete visto un capello sparire o non avete visto un capello sparire? Molto bene, vi ringrazio. La verità, signore e signori, la verità che io ho appreso, è che la magia può esistere ogni volta che decidiamo e che sarebbe molto meglio per tutti convincercene senza più l’ulteriore parvenza di un indugio. La verità è che al mio tre il capello è sparito dalla pagina del libro e né io né voi ci possiamo fare alcunché. Non è stato soffiato via, no, signore e signori. Il capello è sparito. E, credetemi, creda a me chi tra di voi ancora rumoreggia, non c’è un altro modo per vivere serenamente questa strana esistenza che ci è toccata in sorte. Il trucco è godersi il viaggio: pensare il meno possibile alla destinazione. Non è facile, lo so anche io. Il più delle volte è complicatissimo.

Sapete quale dovrebbe essere, signore e signori, lo stato naturale di una persona dotata di un’intelligenza anche solo di poco superiore alla media? Una lieve depressione. Perenne. L’intelligenza, a questo mondo, non si sposa con la felicità. Dico bene, signore e signori? Bisognerebbe essere dei perfetti cretini, forse. Ecco, forse i perfetti cretini, loro sì, riuscirebbero a condurre una vita entusiastica e piena di felicità in ogni momento. Gli ebeti. Gli ingenui. Voi, signore e signori, ve lo leggo in faccia, voi che siete stati dotati di intelligenza e illuminazione e cultura, anche in minima quantità, voi che sapete guardarvi intorno con gli occhi bene aperti, non avete che un modo di spremere sollievo da questo frutto secco che è diventato il mondo: contemplare un capello sparire e convincervi che è non stato altro che magia. Vivere o morire, signore e signori, la scelta sta a voi. Buonanotte e grazie per aver scelto di assistitere allo spettacolo di questa sera.

12月14日

Believe in nothing

Into a strange new world, 
Into the after all, your tears,
Might find you've fallen too far
Take another look,
Take another ride
Can't we make them leave the hate behind

And I still believe in nothing
Will we ever see the shape of tomorrow?

Into the empty storm,
Into the formless loss of hope,
Where we can forget the game
And I still believe in nothing
Will we ever see the cure for our sorrow?

Nothing is sacred when no one is saved
Nothing's forever so count your days
Nothing is final and no one is real
Pray for tomorrow and find your empty still

Nothing is sacred when no one is saved
Nothing's forever so count your days
Nothing is final and no one is real
Pray for tomorrow and find your empty still

Nothing!
12月13日

La gente

La gente non vuole rimettere in sesto la propria vita. Nessuno vuole che i suoi problemi vengano risolti. I suoi drammi. Le sue distrazioni. Le sue storie risolte. I suoi casini ripuliti. Perché, che cosa mai le rimarrebbe? Solamente il grande spaventoso inconoscibile.
12月10日

Povero Gaspare...

Tanto per commentare il concerto su Spontini, riporto qua un breve estratto dell'intervento de Simò che credo lo stia vivendo di persona in quanto ci ha suonato e che quindi meglio di chiunque altro può giudicarlo...
"[...] Vorrei anche precisare dicendo che a questa trasferta prendono parte anche persone che non c'entrano proprio un cazzo con questo """""""""""progetto di merda""""""""""",tipo il prete,palmolella(che cazzo ci viene a fare????)e altra gente completamente inutile.Prima del concerto ieri sera è stata proiettata una cosa veramente obrobriosa che verrà anche proiettata a Parigi, ma io dico, ma quei francesi....a parte che non sappiamo suonare,perchè il concerto è andato di merda,ma come ci tratteranno???. Vi riporto alcuni motivi del perchè ci tratteranno come merde:
  1. Siamo italiani.
  2. NON sappiamo suonare perchè i pezzi vengono di merda.
  3. Proietteremo quell'obrobrio schifoso vergognoso cagoso di merda di filmato.
  4. Bordello totale soprattutto di notte.
  5. Suoniamo Spontini in una maniera veramente pietosa.
  6. Palmolella verrà arrestato perchè tenterà di portare via la tomba di Celeste Erard.
  7. Io verrò arrestato perchè tenterò di portarmi via la tomba di Jim Morrison.
[...]"

Ringrazio il mitico Ruggi per l'estratto e gli auguro di roccheggiare alla grande, perché ha dimostrato di essere consapevole più lui a vent'anni che i soliti rincoglioniti quarantenni. 
12月5日

L'animale morente

L'unica ossessione che vogliono tutti: l'"amore". Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l'amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due. Quella ragazza era un corpo estraneo introdotto nella tua interezza. E per un anno e mezzo tu hai lottato per incorporarlo. Ma non sarai mai intero finché non l'avrai espulso. O te ne sbarazzi o lo incorpori con un'autodistorsione. Ed è quello che hai fatto e che ti ha ridotto alla disperazione.